Giacomo, la moglie e Funeral home: "Porto la morte sul palco con ironia"

Poretti in scena al teatro Puccini. "Sanremo? Lo guardo sempre e faccio il tifo per Fiorello"

Giacomo, la moglie e Funeral home: "Porto la morte sul palco con ironia"
Giacomo, la moglie e Funeral home: "Porto la morte sul palco con ironia"

di PierFrancesco Nesti

Da un lato il coraggio di portare sulla scena un argomento ‘scomodo’ come la morte. Dall’altro la voglia di usare la risata come chiave d’accesso a un tema che comunque resta difficile. Questo, e altro ancora, è "Funeral Home", spettacolo che Giacomo Poretti, insieme alla moglie Daniela Cristofori, mette in scena al Teatro Puccini - questa sera alle 21 - per la regia di Marco Zoppello. Protagonista è una coppia di anziani che vanno a portare l’ultimo saluto a un amico in una casa funeraria, una "Funeral Home", luogo che sempre più spesso sostituisce la chiesa: lei, Rita, vuole arrivare presto, lui, Ambrogio, ne farebbe volentieri a meno. La morte lo terrorizza, non vuole neppure parlarne, mentre Rita ne fa argomento di conversazione. L’obiettivo è quello di ‘eludere’ l’argomento con il sorriso? "Esattamente. Tutti i comici si sono occupati dell’argomento ‘morte’, ma anche di tutto ciò che riguarda la vecchiaia. La comicità, infatti, può essere la chiave per trattare temi da cui si starebbe volentieri lontani, si propone come qualcosa di apparentemente inoffensivo, di fronte al quale il pubblico abbassa le difese e prova a mettersi in gioco. Finora ci siamo sempre esibiti in teatri pieni di spettatori entusiasti, la reazione che volevamo suscitare in ognuno di loro".

Ridendo, quindi, si può superare la ritrosia...

"Sì. Nella vita di tutti i giorni assistiamo all’incapacità di porsi di fronte alla morte e alle domande che inevitabilmente provoca, rimandando di conseguenza alla crisi di significato che investe l’esistenza e che in tempi complessi come quelli attuali genera paure e allarga le maglie della fragilità".

Lavorare con la propria moglie è semplice o difficile?

"E’ bello. Lei, pur avendo anche un diploma di regia teatrale, fa tutt’altro nella vita, è psicoterapeuta. Ma abbiamo tanti interessi in comune che si intrecciano con il lavoro e il nostro rapporto ne ha tratto giovamento".

Sta guardando Sanremo?

"Di solito passo una o due sere davanti alla tv, ma questa settimana sono spesso fuori".

Fa il ‘tifo’ per qualcuno in particolare?

"Per Fiorello".

Che rapporto ha con Firenze? "E’ una città che ha tantissimi pregi, a cui voglio molto bene e dove è sempre meraviglioso tornarci. Anzi, spero proprio di riuscire a fare un giro a piedi per le strade del centro".

Programmi per il futuro insieme ad Aldo e Giovanni? "L’obiettivo è quello di lavorare a un nuovo film, magari in uscita nel 2025".

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