
Giaccherino, le vittime meno sole. Il supporto psicologico dopo il crollo
Un lavoro delicato, durato cinque mesi. Un intervento per aiutare le vittime del crollo nell’ex convento del Giaccherino a decomprimere la mente, domare traumi, gestire emozioni. Un lavoro fatto da 22 terapeuti dell’associazione Emdr Italia, chiamati a intervenire nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto per aiutare tutti coloro che avevano vissuto quell’esperienza così assurda. Il fatto è successo il 13 gennaio scorso, durante la festa di nozze nell’ex convento in provincia di Pistoia. Mentre gli ospiti stavano ballando, crollò il solaio del pavimento di quella sala. Chi era al centro della stanza è caduto da un’altezza di 5 metri e mezzo, chi era ai lati ha assistito alla scena. In tutto 65 persone sono stati protagonisti di quell’evento nel quale fortunatamente nessuno perse la vita: ci furono 35 feriti, per lo più giovani tra i 20 e i 26 anni, alcuni riportarono lesioni gravi. I terapeuti sono stati attivati dalla parrocchia, visto che le persone coinvolte frequentano tutte la comunità neocatecumenale di Scandicci. Il primo incontro è stato aperto a tutte le persone coinvolte (in tutto 62 persone), poi sono stati formati otto gruppi di decompressione emotiva al termine dei quali per 17 persone sono seguiti colloqui individuali. "È stato un bel momento di condivisione – ha detto uno dei coordinatori, il dottor Gian Paolo Mazzoni che con la dottoressa Elisabetta Todaro ha curato l’intervento – in cui molti hanno sentito di ringraziare l’Associazione per il supporto ricevuto ed è stato sottolineato come la forza del gruppo rappresenti la risorsa più grande per fronteggiare l’evento da loro vissuto". I terapeuti hanno utilizzato un approccio per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico. Il metodo (appunto l’Emdr) si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo. "Un ringraziamento – ha aggiunto il dottor Gian Paolo Mazzoni va alle dottoresse Isabel Fernandez e Paola Comito per aver reso possibile questo intervento. Dobbiamo dire grazie anche al sacerdote don Stefano Mantelli, alla comunità di San Bartolomeo in Tutto e al collega, Stefano Lassi che hanno attivato il supporto psicologico dopo l’evento terribile accaduto".
Fabrizio Morviducci