SANDRA NISTRI
Cronaca

Francesco Live, ultimo atto. Economia e start up solidali. Un altro mondo è possibile

Stamani si tireranno le fila del meeting, fatto di assemblee plenarie, workshop e spettacoli. I giovani consegneranno ai rappresentanti delle istituzioni le loro proposte per un futuro migliore.

Francesco Live, ultimo atto. Economia e start up solidali. Un altro mondo è possibile

Francesco Live, ultimo atto. Economia e start up solidali. Un altro mondo è possibile

Non solo un mezzo per fare introiti, ma anche uno strumento per poter essere vicini agli ultimi, magari attraverso progetti imprenditoriali nati dalla creatività dei giovani. Una sfaccettatura particolare quella con cui, ieri mattina in Santa Croce, è stato trattato il tema della seconda plenaria del meeting “Francesco Live“: quello dell’economia. Prospettiva talmente inedita che può contemplare anche il fallimento come ha spiegato ai giovani che hanno riempito la basilica, Alessandro Sannino, docente dell’Università del Salento dove ha avviato una start up che ha coinvolto giovani del luogo, che ha ripercorso tutta una serie di suoi progetti, apprezzati e vincitori anche di premi, ma alla fine mai realizzati. Idee fra l’altro all’avanguardia, per l’epoca in cui erano state concepite, come i pannolini biodegradabili. "Fallire e sbagliare significa - ha spiegato - creare valore, cioè insegnare ad altri a fare meglio di te. Significa crescere, io nella mia vita ho accumulato una serie di fallimenti che però mi hanno portato a essere quello che sono e sono convinto che potrò realizzare molti dei progetti che non si sono concretizzati in passato. Ai giovani dico di puntare su se stessi, prima delle grandi università, delle grandi strutture, degli investimenti c’è l’uomo che è il valore assoluto".

A raccontare le loro esperienze, stimolate dalle domande di Andrea Piccaluga docente di management dell’innovazione alla Scuola Sant’Anna di Pisa, anche due giovanissime imprenditrici: Elena del Pup, fondatrice di The Good scientists, piattaforma pensata per favorire il lavoro degli scienziati con enti no profit e Caterina Giuliani, ceo e co-founder di Bioverse srl, startup innovativa che sviluppa dispositivi biomedici per contesti a basse risorse: "Ho sempre effettuato viaggi come volontaria in Paesi in via di sviluppo – ha raccontato proprio Caterina – e durante uno di questi in Tanzania ho avuto modo di trovarmi di fronte a due bambini gravemente ustionati. Da questo fatto è partita una riflessione che ha portato ad un progetto per la mia tesi di laurea, la creazione di un dispositivo per pazienti ustionati da utilizzare in contesti difficili. Da qui è nata anche la start up che ho creato con i miei coinquilini".

Ad aprire l’iniziativa di ieri è stato però l’attore Giovanni Scifoni reduce dal grande successo del suo spettacolo “Frà“ dedicato al poverello di Assisi andato in scena, l’altra sera, a Spazio Reale. Tante le domande dai giovani che lo hanno chiamato in causa anche sulla difficoltà di professarsi cattolico in un mondo particolare come quello dello spettacolo: "In realtà – ha spiegato Scifoni – essere cattolico è un segno di rottura in ogni ambito, non solo nel mondo dello spettacolo perché, come dice Gesù, dobbiamo essere nel mondo, ma non nel mondo. Per quanto mi riguarda la cosa più difficile è quella di rinunciare al mio io". Nel pomeriggio i ragazzi e ragazze di ogni parte d’Italia hanno partecipato a workshop disseminati in tanti luoghi diversi di Firenze. Conclusione della giornata, ancora nel segno dell’aggregazione, con la grande festa nel chiostro di Santa Maria Novella, tra musica dal vivo e testimonianze. Ospiti Lorenzo Baglioni, Matteo Faustini, Davide Scavolini e don Alberto Ravagnani.

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