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Forteto, la pm alla Commissione: "Leggevo gli atti e piangevo. Tanti mi hanno isolata"

Il magistrato Ornella Galeotti: "C'era una coltre di conenso che non si riusciva a colpire nemmeno dopo la sentenza"

Il pubblico ministero Ornella Galeotti

Firenze, 22 giugno 2020 - "Ricordo l'estate in cui ho letto le carte, estate passata spesso a piangere nella mia stanza quando leggevo gli atti riguardanti questi bambini mandati al Forteto". Così la pm di Firenze Ornella Galeotti, sentita questa mattina dalla commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti della comunità di Vicchio, in Mugello, che ospitava minori disagiati. "Mi sono sentita molto sola - ha affermato Galeotti rispondendo alle domande dei parlamentari -. Molti colleghi mi hanno tolto il saluto, sono diventata il soggetto deviante nell'ambiente giudiziario fiorentino".

"Ho visto cose accadere in questo processo - ha aggiunto - che non ho visto durante il servizio prestato in Calabria", dove "questo genere di pressioni e di atteggiamenti non mi è mai capitato".

Intorno al Forteto, ha aggiunto ancora, c'era "una coltre di consenso che non si riusciva a colpire, anche dopo la sentenza".

"Ho avuto l'appoggio dal 2014 del capo del mio ufficio che è stato importantissimo - ha detto ancora Ornella Galeotti - il quale ha voluto dare segni di presenza nel processo ed è venuto in udienza varie volte. Poi ci sono stati colleghi, pochi, che mi hanno sostenuta sul piano personale".

Tuttavia, ha dichiarato ancora il magistrato, "complessivamente c'era la sensazione, e qualcuno me lo ha anche detto, che era tutta una sciocchezza, che io ero un'ingenua" e che le presunte vittime "erano dei calunniatori che avrebbero gettato la maschera".

Per la vicenda del Forteto sono stati condannati il fondatore Rodolfo Fiesoli e i suoi collaboratori più fidati. Fiesoli sta scontando nel carcere di Padova una condanna a 14 anni e 10 mesi per maltrattamenti e abusi sessuali anche sui minori.

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