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7 mag 2022

Firenze sul palcoscenico d’Europa La guerra, l’economia, la ripartenza

Seconda giornata per The State of the Union. Il sindaco Dario Nardella: "L’Italia può essere un esempio". Il presidente della Regione Eugenio Giani: "Serve un salto di qualità o resteremo nella palude"

La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ieri nel Salone de’ Cinquecento
La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ieri nel Salone de’ Cinquecento
La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ieri nel Salone de’ Cinquecento

Per un giorno al centro dell’Unione Europea. Palazzo Vecchio si è trasformato in un palcoscenico internazionale per la seconda giornata della XII edizione di The State of the Union, organizzata dall’Istituto Universitario Europeo di Fiesole e intitolata ‘Un’Europa per le prossime generazioni?’. Nel Salone de’ Cinquecento sono sfilati politici, accademici e professionisti provenienti da 40 paesi. Dall’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell alla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, ma anche la commissaria per le riforme e la coesione Elisa Ferreira e in collegamento video il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, il commissario europeo Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

Saluto d’inizio per il sindaco Dario Nardella: "Non sprechiamo le risorse del Next generation Eu, non siamo troppo timidi nella ripartenza e verso le sfide che ci troviamo davanti: l’Italia può essere un esempio e un test positivo. È un momento di crisi energetica – ha aggiunto – con il rischio di stagflazione: le comunità locali possono contribuire a dare una mano e soprattutto sui temi della transizione energetica e della sostenibilità".

Poi l’intervento del presidente della Camera di commercio Leonardo Bassilichi: "Sono qua a rappresentare le imprese di tutta Europa, siamo uniti da valori comuni: ci mettiamo tutti in gioco, siamo tutti a disposizione, desiderosi di fare qualcosa, tutti insieme facciamo l’Europa vera".

"Di fronte all’aggressione russa all’Ucraina – ha detto infine il presidente della Regione Eugenio Giani – di fronte alla solidarietà che si sta creando e con la quale si mostra partecipe di quel dramma che sta vivendo il popolo ucraino, o l’Europa trova il salto di qualità o altrimenti è destinata a rimanere nella palude".

E di cambiamento nella storia europea ha parlato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "L’aggressione russa contro l’Ucraina ha segnato un cambiamento nella storia dell’Europa e nello scenario internazionale. La nostra responsabilità oggi è di affrontare questa tempesta e costruire le fondamenta per un’Ue forte in un’Europa pacifica".

Un’Europa di pace, ma anche un’Europa forte che possa difendere i suoi valori e non vacillare davanti alle aggressioni. "L’Ue è diventata più forte – ha detto Elisa Ferreira, commissaria europea per la coesione e le riforme – allo stesso modo la Nato è diventata sempre più importante e credo che sia una sorta di sveglia per noi tutti. Questo periodo storico verrà ricordato in futuro come il periodo che ha rafforzato i nostri valori collettivi e ha dimostrato che noi siamo dalla parte giusta della storia. L’Ue è diventata ancora più unita nelle difficoltà degli ultimi anni – ha concluso – in un modo che non pensavo possibile all’inizio di questo secolo".

Pa.Fi.

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