REDAZIONE FIRENZE

Firenze e la magia di com’era . Foto Alinari in regalo ai nostri lettori per i primi 165 anni del giornale

Oggi sarà distribuita una rara immagine di piazza del Mercato Vecchio, angolo ormai scomparso. Domani la Carrozza in piazza Signoria, capolavoro di Vincenzo Balocchi. Sabato la scheda conclusiva.

Come sotto un riflettore, i raggi luminosi filtrano dall’arcata della Loggia dei Lanzi. Un cocchiere e il suo cavallo sonnecchiano in un momento di quiete della vita cittadina sotto lo sguardo di Perseo che stringe in pugno la testa di Medusa. La città antica si è assopita per un istante e diventa palcoscenico nell’inquadratura del fotografo. La visione poetica e soggettiva di Vincenzo Balocchi, alla ricerca di dettagli inusuali, si carica di drammaticità in un suggestivo chiaroscuro, avvolto nell’anomalo silenzio di piazza della Signoria. È questa la terza delle foto storiche Alinari che sarà distribuita domani in abbinamento gratuito a La Nazione.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Fondazione Alinari per la fotografia nell’ambito delle iniziative per i 165 anni de La Nazione. Le schede, in regalo fino a sabato per condividere con i lettori la nostra festa, sono realizzate in cartoncino, in formato A4 e riportano su un lato l’antica foto Alinari, gioielli di storia e costume. La riproduzione è realizzata con tecniche di stampa sofisticate che ne esaltano colori e finiture originali, mentre sul retro sono riportati la didascalia, la data dello scatto originale e un breve testo per contestualizzare l’immagine.

Ieri i lettori hanno ricevuto in dono la prima scheda, dedicata a piazza dell’Unità Italiana. Oggi un gran traffico di auto e mezzi pubblici, ma nei primissimi anni del Novecento - periodo nel quale è stata scattata la foto - si vedevano carrozze e pedoni. La sistemazione della piazza si inserisce nel piano di ristrutturazione urbana tra la nuova stazione ferroviaria e piazza del Duomo, iniziato tra il 1860 e il 1861, con la rettificazione di via Panzani e l’allargamento di via degli Avelli tra il 1866 e il 1867. Durante i lavori gli avelli, i caratteristici sepolcri a nicchia che costeggiano il fianco destro della chiesa di Santa Maria Novella furono traslati dal lato del chiostro sul fronte esterno della strada. L’attuale denominazione - a ricordo della conseguita unità politica dell’Italia – fu data nel 1882, in occasione dello scoprimento dell’obelisco che ancora segna il centro dello slargo.

Merita attenzione anche l’immagine la cui scheda da collezione viene regalata oggi. Si tratta infatti di un raro scatto di come si presentava l’odierna piazza della Repubblica tra il 1881 e il 1885, quando ancora era detta del Mercato Vecchio, con la loggia del Pesce, poi spostata in Piazza dei Ciompi e la Colonna dell’Abbondanza.