Cesare Prandelli
Cesare Prandelli


Firenze, 23 febbraio 2021 - I quattro scenari che attendono Prandelli e la Fiorentina ancora prima della fina della stagione.

LASCIA  


E’ quella che – al momento – si può definire la combinazione ’naturale’. Lo dicono data e scadenza sottoscritte dall’allenatore e da Commisso. Non ipotesi o supposizioni, dunque. L’accordo che Prandelli ha firmato per tornare sulla panchina della Fiorentina si chiuderà il prossimo 30 giugno. Punto.
Dunque, al netto di incontri, valutazioni, prospettive di collaborazione di qualsiasi tipo, se Cesare e la società viola rimarranno semplicemente fedeli alle carte e quindi al contratto, la sera del 30 giugno le parti si stringeranno la mano (sempre l’emergenza sanitaria lo permetterà), si diranno grazie e poi via, ognuno per la propria strada. Amici come prima. Forse di più.

RADDOPPIA 

E’ una storia d’amore, prima ancora di un rapporto professionale. E’ un legame quello fra Prandelli e la maglia viola che parte da lontano, lontanissimo, e che non si è mai interrotto. Anzi. Cesare, Firenze e la Fiorentina sono davvero un tutt’uno. Sogni e difficoltà, ambizioni e delusioni sono i tratti di un percorso, quello di Prandelli sulla panchina viola che potrebbe così continuare.
Già, perchè, la prima valutazione sul tavolo della società, parlando della panchina del futuro, è (d’obbligo) l’opportunità di ripartire insieme. Prandelli, insomma, dopo aver portato a termine questa stagione assolutamente burrascosa, potrebbe così vedere l’allenatore trasformarsi dal ruolo di semplice traghettatore a uomo del rilancio e del riscatto viola.
Partirà da qui, insomma, la discussione vera e concreta che Commisso accenderà con i suoi collaboratori non appena si aprirà il capitolo futuro.
Quali le eventuali mosse legate alla conferma di Prandelli? Il discorso dovrebbe e dovrà essere chiaro fin dal primo momento e quindi un possibile progetto-Prandelli non potrà discostarsi da un contratto che abbia come scadenza minima il prossimo biennio (2023). Due anni e magari un’opzione per quello successivo. Da scartare la soluzione di un anno di contratto (2022) con opzione per quello seguente.

SCRIVANIA

Prandelli si alza dalla panchina della Fiorentina, indossa definitivamente la giacca al posto della tuta e al campo di allenamento si fa vedere certo, ma nei panni di nuovo dirigente viola.
E’ senza dubbio questa la combinazione più curiosa. Cesare potrebbe così essere e rimanere coinvolto nei programmi della nuova Fiorentina ma con un incarico diverso da quello di allenatore.
La sua figura potrebbe dunque essere quella di ’raccordo’ fra chi avrà la guida tecnica della squadra (e quindi un nuovo allenatore) e i vertici societari del club. Prandelli dovrebbe così mettere a disposizione il suo importante bagaglio professionale sia nella gestione della squadra (affiancando il lavoro del nuovo tecnico), sia nelle scelte che i dirigenti saranno chiamati a fare nella ricerca di volti nuovi per trasformare la rosa.
Prandelli alla Ferguson è obiettivamente più uno slogan (fra l’altro molto utilizzato durante la prima esperienza in viola del tecnico) che un’immagine concreta da proiettare nel futuro della Fiorentina. In altre parole, il Cesare in giacca e cravatta sarebbe una figura molto più vicina a quella del manager (fra campo e mercato) e avere un valore politico che sta in mezzo a quello del direttore sportivo e dell’allenatore. 

PANCHINA NUOVA


















Il capitolo è legato a quello che vuole Prandelli in versione dirigente viola. Chi, dunque, sulla panchina della Fiorentina?
Il candidato ’forte’, visto il sempre più probabile strappo con il Napoli, torna ad essere Rino Gattuso, ma restano da tenere sotto osservazione anche altre candidature. Attenzione, dunque, a De Zerbi se si libererà definitivamente dal Sassuolo, ma anche l’ipotesi Maran (al momento ancora legato al Genoa) non è da trascurare.
Fra gli outsider spazio a Pippo Inzaghi che è sotto contratto con il Benevento e Davide Nicola, subentrato al Toro ma che può svincolarsi già a fine giugno.