Fiera da record. Boom di pubblico con qualche critica

La rassegna va in archivio con 400mila visitatori. Fa discutere la massiccia presenza del settore cibi.

Fiera da record. Boom di pubblico con qualche critica

Fiera da record. Boom di pubblico con qualche critica

Oltre 400mila visitatori con un balzo in avanti pazzesco, +40%, rispetto all’ultima edizione. Sono i numeri da record della fiera di Scandicci, terminata domenica scorsa dopo 9 giorni di eventi. Solo nel giorno del fierone, giovedì scorso, i dispositivi contapersone hanno certificato la presenza di 98.889 persone. Un livello di partecipazione come quello delle fiere prima del Covid. Domenica, nel giorno del gran finale, col sindaco Fallani era presente anche il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, accompagnato dall’assessore di Palazzo Vecchio, Maria Federica Giuliani. L’amministrazione ha fatto ieri un primo bilancio della manifestazione che si è appena conclusa con risultati lusinghieri e con problematiche relative all’ordine pubblico praticamente azzerate. Dopo le risse dello scorso anno, l’attenzione era concentrata sul Luna Park, che aveva quest’anno solo giostre dedicate a bambini accompagnati. E il provvedimento, unito a una presenza importante di forze dell’ordine tra polizia municipale e carabinieri, che avevano un container-stazione direttamente in fiera, ha funzionato. Ma archiviato l’evento, e i suoi grandi numeri, in città si parla anche della fiera del futuro. Argomento non banale visto che sarà la prossima giunta, il nuovo sindaco, a predisporre il bando per l’edizione 2024.

Ma quali sono i punti su cui si discute? Sicuramente non è passata inosservata l’assenza delle grandi associazioni di categoria dell’artigianato in particolare. Cna e Confartigianato ogni anno avevano spazi importanti nei quali inserire gli operatori della zona. Era una bella vetrina, ma alla fine la decisione presa è stata quella di non essere presenti. E in effetti la percezione a girare nell’area fieristica è stata quella di avere molti stand dedicati al cibo, un intero comparto dedicato all’auto e i due padiglioni dedicati a casa e artigianato. Più o meno gli stessi operatori visti in molte altre edizioni degli anni passati, e anche in altri eventi simili visti sul territorio metropolitano. Il dibattito sulla fiera è aperto. Sicuramente i candidati si confronteranno anche su questo tema, tra chi vuole confermare l’evento con questo modello, soprattutto pensandolo nel centro della città, e chi punterà invece a cambiare le regole del gioco, magari spostando la fiera in altre aree di Scandicci e soprattutto puntando a cambiare le presenze, puntando meno sul mangificio e più sull’artigianalità e sul saper fare del territorio.

Fabrizio Morviducci