"Fate tornare Kata tra noi". Il cappellano della comunità lancia un appello ai rapitori

La preghiera durante la messa domenicale in Santa Maria Maddalena dei Pazzi. Padre Juan Manuel avverte: "Lasciamo da parte i pensieri cattivi che ci fanno diventare giudici".

Padre Juan Manuel Núñez Rubio, cappellano della comunità latinoamericana
Padre Juan Manuel Núñez Rubio, cappellano della comunità latinoamericana

Non temere, avere il coraggio di affrontare ogni situazione, è uno dei temi dominanti della Bibbia. Chi ha fede, non può essere prigioniero dell’angoscia, anche se c’è una bambina che non si trova più ormai da oltre due settimane. "Non abbiate paura e specialmente questa parola oggi penso il Signore la dica a quelli che possono avere Kataleya. Sono immobilizzati proprio dalla paura, per questo hanno Kataleya: non abbiate paura di farla tornare con noi. Lasciatela andare: la aspettiamo, le vogliamo bene, vogliamo vederla crescere. Così come ogni bambino ha diritto di crescere con i suoi genitori così" lo "vogliamo" per Kataleya. Lo ha detto padre Juan Manuel Núñez Rubio, agostiniano dell’Assunzione, cappellano della comunità latino-americana nell’omelia della messa nella chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi in Borgo Pinti a Firenze, dove si è pregato in modo particolare per Kata, la bimba peruviana scomparsa il 10 giugno scorso. In chiesa c’erano una sessantina di fedeli, non i genitori che, ha spiegato il sacerdote, "oggi non hanno potuto essere qui, ma sono collegati". "Sono due settimane dalla scomparsa di Kataleya - ha ricordato -, ma la chiesa continua a pregare, continua a esserci la speranza: a nessuno questa notizia è indifferente" e "preghiamo anche" per i suoi genitori: "In questo momento non possiamo giudicarli, dobbiamo accompagnare il dolore di tutti, e soprattutto restare saldi nel Signore". "La paura - ha aggiunto - è grande perché non c’è risposta, non c’è un indizio che ci porti alla verità, ma il Signore continua a dire di non avere paura: lui è presente, tutto può essere essere cambiato".

"Vogliamo che Kataleya possa tornare con noi, ma per questo - ha anche detto - dobbiamo fare anche noi uno sforzo, dobbiamo lasciare da una parte i pensieri cattivi", che "fanno diventare tante volte un giudice, un investigatore". Citando il nonno della piccola, che vorrebbe venire in Italia, lo ha esortato "a sentirsi al sicuro perchè qui le istituzioni stanno lavorando, stanno facendo del loro meglio per trovare Kataleya. E dobbiamo imparare a essere fiduciosi anche nelle istituzioni". "Dobbiamo continuare a camminare insieme, non lasciarsi ingannare da tutte le notizie o piccole ipotesi che arrivano alla nostra mente: dobbiamo lasciare che i professionisti lavorino e che siano loro a dare risposte, la strada non è facile ma vogliano restare fiduciosi" di trovare la verità, di trovare Kataleya in vita: "Sono sicuro che sarà così".

"Seguiamo l’invito del cardinale" Giuseppe Betori a pregare, ha concluso: "Continuiamo a farlo insieme perchè è una chiesa, è una figlia di dio, è una peruviana, ma è una figlia del mondo che è scomparsa e così tanti altri figli del mondo che sono scomparsi, vogliamo che attraverso la nostra preghiera possano essere trovati e che tutto quello che c’è dietro questa scomparsa possa trovare giustizia e verità".

Duccio Moschella