Ex Gkn, strada sempre più in salita. Azienda e lavoratori distanti. Ma serve l’accordo per la cassa

Il liquidatore: "Attività illegali in fabbrica". Per la Rsu sono illazioni "per far saltare la reindustrializzazione". Martedì prossimo l’incontro tra la parti: tra i temi stipendi non pagati e ammortizzatori sociali.

Ex Gkn, strada sempre più in salita. Azienda e lavoratori distanti. Ma serve l’accordo per la cassa
Ex Gkn, strada sempre più in salita. Azienda e lavoratori distanti. Ma serve l’accordo per la cassa

La vertenza ex Gkn di Campi Bisenzio, oggi Qf in liquidazione, si fa sempre più complicata. Dopo il botta e risposta (a mezzo stampa) tra azienda e sindacati, martedì 13 febbraio le parti si dovrebbero sedere allo stesso tavolo per il Comitato di proposta e verifica, l’organismo che raccoglie tutte le parti nella vertenza (istitutito nel famoso accordo-quadro del gennaio 2022). Ma il condizionale è d’obbligo viste le note rilasciate prima dall’azienda, poi dai sindacati. Il liquidatore Gianluca Franchi nella comunicazione ai dipendenti ribadisce che il "perdurare dell’assemblea permanente e la conseguente occupazione dello stabilimento da parte del movimento ’Insorgiamo’ promotore di iniziative che nulla hanno a che fare con la società Qf, non consentono alcuna azione propedeutica a interventi di carattere industriale, né rendono possibile l’espletamento di qualsivoglia attività da parte della stessa Qf".

Inoltre l’azienda nella comunicazione parla di "iniziative ludico-ricreative, di intrattenimento e commerciali" e di "attività promosse dalla cosiddetta Cooperativa Soms, quali la realizzazione di cargo-bike all’interno dello stabilimento" che ritiene "illegali e oggetto di denunce alla Procura della Repubblica". La comunicazione ha fatto infuriare le Rsu, la Fiom e la Cgil di Firenze. Ma se sia vero o meno che all’interno della fabbrica si costruiscono cargo-bike o si facciano attività commerciali nessuno ha fatto chiarezza. La Rsu, contattata anche ieri dalla Nazione, ha scelto di non parlare, di non aggiungere niente alla nota congiunta con la Fiom e alle dichiarazioni social dove sostiene che "l’azienda tende grottescamente a coprire la propria ripetuta condotta antisindacale. Prova a distrarre dal fatto che ieri (l’8 febbraio, ndr) doveva pagare gli stipendi, che i lavoratori sono in turno e a disposizione. L’obiettivo è far saltare la discussione sulla reindustrializzazione". Che a oggi, come ricordato da Rsu e Fiom, ha un solo progetto, realizzato dal basso, dai lavoratori: "Quello dell’azienda non è mai pervenuto". Oltre al rilancio della fabbrica, c’è la partita delle retribuzioni: "Gli stipendi di gennaio, le spettanze arretrate e le buste paga che l’azienda trattiene da novembre 2022". Ora, secondo la legge 234/2021 (il Decreto Orlando), che il tribunale di Firenze ha ordinato di seguire all’azienda, l’ammortizzatore sociale è previsto per 12 mesi. Ma non è retroattivo e per richiederlo occorre l’accordo sindacale.

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