Ex Gkn, offensiva Fiom: "La coop chieda il tavolo"

Il tempo stringe: al momento l’unico progetto è quello delle tute blu "Sollecitiamo Gff a chiedere l’incontro per presentare il piano industriale" .

Ex Gkn, offensiva Fiom: "La coop chieda il tavolo"

Ex Gkn, offensiva Fiom: "La coop chieda il tavolo"

Si continua a chiedere un tavolo di crisi per la vertenza ex Gkn di Campi Bisenzio. All’indomani dell’incontro tra la Regione Toscana e il Mimit, con il sottosegretario Fausta Bergamotto che ha ribadito di non conoscere il piano di reindustrializzazione dal basso, arriva un nuovo appello affinché si apra un tavolo per sbloccare lo stallo della vertenza. La Fiom nazionale e la delegazione fiorentina, in una nota congiunta, "sollecitano" la Cooperativa Gff a presentare le carte al governo. "Riteniamo positivo che il Governo abbia dato la disponibilità a esaminare e approfondire il piano industriale della Cooperativa Gff" sostiene la Fiom. E incalza: "sollecitiamo quest’ultima a chiedere tempestivamente la convocazione del tavolo tecnico per la presentazione del piano industriale stesso". Secondo Samuele Lodi, segretario nazionale per la Fiom-Cgil nazionale, e Stefano Angelini della Fiom-Cgil Firenze, far arrivare i documenti all’attenzione del Ministero - anche tramite posta o pec come spiegato dal sottosegretario Bergamotto nell’intervista a La Nazione - è fondamentale. Ma "siamo altresì convinti che lo stesso Ministero debba convocare il tavolo di crisi in quanto è una vertenza, come più volte ricordato, che ha avuto fin dall’inizio l’attenzione e il supporto del Ministero stesso per la sua complessità e ora più che mai il Governo si deve fare carico della vertenza".

Da tempo, ormai, da più parti, si ricorda che a oggi l’unico progetto in piedi è quello delle tute blu. E che questo documento ha pari dignità di quello presentato a suo tempo da Francesco Borgomeo, proprietario di Qf, e poi naufragato. Il piano della cooperativa Gff, costituita da lavoratori ex Gkn e solidali (nove soci lavoratori, cinque soci sostenitori) ha per obiettivo trasformare la fabbrica di Campi in un polo delle rinnovabili e della mobilità leggera, e si regge su un protocollo d’intesa da 6 milioni di euro con alcuni investitori istituzionali. Un piano che però è vincolato all’avveramento di una serie di condizioni, fra cui la disponibilità dello stabilimento, tuttora proprietà della società Qf Spa in liquidazione. Il tempo stringe, la cooperativa deve agire in fretta perché la volontà della proprietà è chiara: riaprire la procedura di licenziamento collettivo per i 170 dipendenti rimasti. E le lettere potrebbero arrivare già nei prossimi giorni. Prima del 5 novembre, data di mobilitazione generale come pubblicizzato su facebook dal Collettivo di Fabbrica.

Barbara Berti