Emergenza minori: "Sono soli in una città che non li integra in preda alla malavita"

Sono oltre 500 a Firenze gli adolescenti non accompagnati. Per l’imam Izzedin Elzir: "Rappresentano una situazione critica". Il consigliere Palagi: "Vittime di sfruttamento e lavoro nero".

Emergenza minori: "Sono soli in una città che non li integra in preda alla malavita"
Emergenza minori: "Sono soli in una città che non li integra in preda alla malavita"

di Lisa Ciardi

FIRENZE

"Manca una città che riesca a dare un vero futuro ai minori non accompagnati. Le istituzioni di fatto scaricano il problema sul terzo settore, con appalti e risorse insufficienti. Tante testimonianze ci raccontano storie di sfruttamento e di lavoro nero nell’ambito turistico e ricettivo. A questo si unisce il fenomeno della criminalità: ma, trattandosi di minori, a livello repressivo si può fare pochissimo; il piano di azione deve essere un altro".

"Sarebbe bello valorizzare le varie culture del Mediterraneo per rilanciare il nostro artigianato e in questo potrebbe avere un ruolo anche Firenze Fiera. Invece attualmente investiamo risorse pubbliche per dare a questi ragazzi dei diritti essenziali, senza costruire dei percorsi che permettano loro di trovare un lavoro e di farsi una vita qui. Così molti, dopo qualche anno, se ne vanno altrove, al momento soprattutto in Belgio e Olanda". Lo ha detto il consigliere di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, nel corso del forum su ‘Il Mediterraneo’ organizzato ieri in Palazzo Vecchio dal centro socio-culturale Dea, in compartecipazione col Cesvot e col patrocinio del Comune. "I minori non accompagnati arrivano sia dalla rotta del Mediterraneo che da quella Balcanica – ha dichiarato a margine dell’evento il presidente del Consiglio comunale, Luca Milani –. È un fenomeno importante, che conta circa 500 ragazzi nell’area metropolitana fiorentina. Devono essere accolti in strutture in grado di integrarli al meglio, attraverso lo studio dell’italiano e l’inserimento nel mondo del lavoro. È un investimento che dobbiamo fare sia come valore umano sia per non lasciarli in preda alla malavita". Di situazione critica ha parlato l’imam di Firenze Izzedin Elzir sempre a margine dell’iniziativa.

"Questi ragazzi avrebbero bisogno di un’accoglienza diversa in grado di metterli in contatto con le loro comunità di origine o di fede religiosa - ha dichiarato -. Purtroppo invece girano spesso da soli, a gruppetti, ed è facile che vengano intercettati da chi gestisce la criminalità comune. Al momento riusciamo a incontrarli solo saltuariamente e grazie a singole iniziative, ma manca un coordinamento". L’imam ha parlato poi della comunità islamica fiorentina e di come qui sia "possibile un dialogo interculturale e interreligioso che in altre città non esiste". Quindi ha indicato marzo come termine massimo per il trasferimento della moschea nell’ex banca in piazza dei Ciompi.

"Gli architetti presenteranno un piccolo progetto al Comune – ha detto – e ci saranno piccoli ritocchi". Sempre sul tema dei minori non accompagnati è intervenuta ieri, durante un’iniziativa del banco Farmaceutico, anche Sara Funaro, assessora al Welfare e candidata sindaca del Pd. "Continuano a esserci flussi molto importanti – ha detto -. Stiamo cercando di dare risposte, ma è necessario un intervento del sistema centrale per andare a distribuire su vari territori". Fra gli intervenuti al convegno, moderato da Salvina Di Gangi, la direttrice del Centro Dea Silvana Grippi, lo studioso Marco Reati, Massimo Pieraccini del nucleo operativo protezione civile e i professori Alberto Di Cintio, Mauro Lombardi e Leonardo Rombai.

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