Dall’Iran al Porcellino. Safaei, qui da 30 anni: "Ambulante buono, non aveva nemici"

Tutto il mercato sconvolto: "Non sappiamo chi possa averlo fatto". Era in città dagli anni ’80, gran tifoso viola, aveva tre fratelli

Firenze, 1 dicembre 2023 – Il suo banco chiuso, proprio davanti alla fontana del Porcellino, è un pugno nello stomaco dei suoi colleghi o meglio amici che erano un po’ una seconda famiglia. Chaikar Kiomars, il 72enne iraniano trovato senza vita nella sua abitazione, dalla fine degli anni 70 vendeva souvenir all’esterno di uno dei mercati più amati nel mondo che prende il nome dalla celebre statua.

Sgomento tra i colleghi per la morte del 72enne iraniano
Sgomento tra i colleghi per la morte del 72enne iraniano

Tutti lo ricordano così: col sorriso grande e la sciarpa viola "perché lui era più fiorentino di tanti fiorentini" raccontano alcuni colleghi increduli di quanto avvenuto. Poco dopo l’ora di pranzo, a seguito di numerose telefonate a vuoto, è stato uno dei fratelli di Kiomars a chiudere la sua attività, all’interno del mercato del Porcellino, e a correre verso la casa che si trova nel quartiere di Novoli. "Il suo banco era chiuso ed era preoccupato anche perché il telefono squillava a vuoto. A un certo punto è corso via e, poco dopo, ci ha dato la terribile notizia" si sfogano alcuni ambulanti che ricordano il 72enne con grande affetto.

La notizia è balzata di postazione in postazione e ha lasciato tutti sotto choc. Qualcuno ha addirittura chiuso la sua attività in anticipo, altri con le lacrime agli occhi facevano su e giù davanti al suo banco chiuso. "E’ una tragedia, impossibile che sia successo proprio a lui, un uomo dal cuore grande" dice Nicola Abatangelo, il presidente del Mercato del Porcellino. Qualcuno dei colleghi ha provato a raggiungere i familiari per telefono: "Non abbiamo voglia di parlare con nessuno, siamo sconvolti. Fa troppo male" le parole del fratello Karim.

I ricordi che legano Kiomars al Porcellino sono tanti: il caffè la mattina al bar, il lampredotto a pranzo e le corse verso casa o verso lo stadio per non perdere la partita della sua squadra del cuore, la Fiorentina. "Un grande lavoratore e una persona molto gentile e disponibile, ci teneva molto al nostro mercato, che fosse tutto in ordine. Era veramente innamorato della città" prosegue Abatangelo.

Tutti i giorni , sfidando il caldo torrido o il freddo, lui era lì davanti alla sua bancarella. I colleghi del Porcellino ora sono sconvolti. "Impossibile che sia accaduta una cosa del genere proprio a lui, un uomo così per bene" aggiunge Simone Lapis, un altro storico commerciante del mercato. "Impossibile avercela con Kiomars" sussurrano dal suo bar di fiducia. "L’ho visto proprio mercoledì,) - conclude un bancarellaio -. Stava smontando quando mi ha salutato e mi ha detto ’Ci vediamo domani’. Come sempre, con il suo grande sorriso e i suoi modi gentili. E invece...".

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