Le saracinesche abbassate della trattoria Vittoria
Le saracinesche abbassate della trattoria Vittoria
Firenze, 13 giugno 2021 - Fossil in piazza Signoria. E poi Moreschi, Carpisa, Guidoreni. E Coin, Zara, Disney. Perfino il santuario del pesce fiorentino, il ’Vittoria’ di via della Fonderia tira giù il bandone. L’ecatombe della pandemia ha tempi dilatati ma d’altronde qualche addetto ai lavori già l’aveva mezzo in preventivo. Non più di qualche mese fa Claudio Bianchi, profetizzo uno sgretolamento lento del tessuto economico fiorentino. Calcolando un paio di mesi fa, a inizio primavera, già 350 negozi chiusi, una trentina di ristoranti con i fornelli chiusi per sempre e duemila punti food con il destino appeso a un filo, il numero uno di Confesercenti Firenze battezzò come ’zombie’ "le migliaia di imprese rimaste in una sorta di limbo...

Firenze, 13 giugno 2021 - Fossil in piazza Signoria. E poi Moreschi, Carpisa, Guidoreni. E Coin, Zara, Disney. Perfino il santuario del pesce fiorentino, il ’Vittoria’ di via della Fonderia tira giù il bandone. L’ecatombe della pandemia ha tempi dilatati ma d’altronde qualche addetto ai lavori già l’aveva mezzo in preventivo. Non più di qualche mese fa Claudio Bianchi, profetizzo uno sgretolamento lento del tessuto economico fiorentino.

Calcolando un paio di mesi fa, a inizio primavera, già 350 negozi chiusi, una trentina di ristoranti con i fornelli chiusi per sempre e duemila punti food con il destino appeso a un filo, il numero uno di Confesercenti Firenze battezzò come ’zombie’ "le migliaia di imprese rimaste in una sorta di limbo pur essendo a un passo dal tracollo" e stimò in un 30% il numero di attività che a fine pandemia avrebbe avuto un’insegna diversa.

L’emergenza sanitaria, pur se con tratti assai meno preoccupanti rispetto a qualche settimana fa, di fatto non se n’è ancora andata. I primi turisti si stanno riaffacciando è vero, ma la maggior parte di loro – come tengono a specificare gli addetti ai lavori – sono ’clientela locale’. E senza il turismo internazionale, scontato ribadirlo, Firenze è destinata a restare in apnea. I numeri degli alberghi d’altronde parlano chiaro: l’occupazione delle stanze oscilla tra il 15% e il 18%, nemmeno un letto su cinque occupato. Briciole per un giugno fiorentino.

Le ultime batoste, in ordine cronologico, riguardano tre ’colossi’ del centro storico. Saluta il Disney store di via Calzaiuoli (la catena ha stoppato tutti i suoi negozi nel continente europeo), Zara che abbasserà la saracinesca durante l’estate e Coin che ha già una data di addio fissata nero su bianco, il 31 luglio.

Il ’colpevole’ è individuato da tutti nel caro-affitti, già difficili da sostenere per molte attività del centro a condizioni normali, praticamente impossibili da pagare dopo 15 mesi da tregenda per il commercio. I bandoni che si abbassano spengono (si spera temporaneamente) le luci anche sugli stipendi dei dipendenti. Non pochi visto che Coin da sola dà lavoro a un centinaio di persone (47 i lavoratori di Zara che in parte potrebbero essere riassorbiti dallo store dedicato alla moda bambini ai Gigli, e 16 quelli di Disney).

Così, tra abbigliamento e ristorazione, Firenze continua a perdere metaforicamente sangue senza che all’orizzonte si veda ancora un pacchetto di cerotti come si deve (difficile che prima di un anno, o forse qualcosa in più, il turismo e di conseguenza il motore economico della città torni ai livelli pre-pandemia).

Il mondo politico è impegnato in una corsa contro il tempo. Perdere una nuova estate potrebbe avere effetti devastanti. L’ultimo tentativo arriva con la nascita qualche giorno fa del manifesto #Toscanapiùsicura, presentato dagli assessori al turismo e alla sanità Leonardo Marras e Simone Bezzini.

Riguarderà non solo alberghi e strutture ricettive ma anche gli stabilimenti balneari, ad esempio, e tutti i servizi rivolti a visitatori e turisti, dalle visite guidate al noleggio con conducente. Un protocollo aperto, promosso, sotto l’egida della Regione, da Confcommercio e Confsercenti e valido fino alla fine dell’anno.

"Non possiamo essere presuntuosi e definirci Covid-free – ha specificato l’assessore Marras - Ma possiamo fare un’operazione verità chiedendo alle imprese che aderiranno al manifesto di rendicontare al turista e ai visitatori tutto ciò che si fa. Già ora sui nostri siti e sui motori di ricerca, si nota che la richiesta di sicurezza è molto forte. Il manifesto accrescerà l’attrazione turistica della nostra regione ma aiuterà anche alla tenuta delle condizioni di salute generale del territorio. Basterà?

Emanuele Baldi