
Com’è dura arrivare a fine mese: "Sto aspettando la terza figlia, compro solo cose in offerta"
I prezzi salgono alle stelle. Firenze è sul podio nella classifica dei capoluoghi di regione più cari d’Italia, con la nostra città che fa registrare un +1,4% che implica una spesa supplementare pari a 366 euro annui per una famiglia media.
Valerio Valicenti e Francesca Rimo, sono due i giovani, convivono per la prima volta: "Per gestire i soldi e dividere le spese abbiamo un’applicazione dove scriviamo quante uscite abbiamo ogni giorno, così da tenere i costi sotto controllo e dividerli equamente. La vita diventata sempre più cara e per dei ragazzi giovani sicuramente non è semplice".
I prezzi dei beni di prima necessità lievitano a vista d’occhio, e si fa di tutto pur di rismarmiare, racconta Francesca Rimo: "Noi abbiamo le tessere del supermercato che in teoria dovrebbero aiutarti a spendere meno. Compriamo solo cose in offerta quando possibile e per il resto cerchiamo di limitare le spese superflue".
Ancora più difficile è la vita di chi, come Silvia, 22 anni, fuorisede, ha lasciato Napoli per trasferirsi a Firenze e vivere da sola. "Ho dei coinquilini e ci dividiamo l’affitto, la spesa la faccio una volta alla settimana. Non avevo mai pensato al problema dei costi quando vivevo a casa con i miei, adesso sono la mia ossessione. Mi capita spesso di bere il latte scaduto da qualche giorno, purtoppo Firenze per una ragazza di 22 anni è dura".
Dalla colazione al bar, alla cena al ristorante è diventato tutto più caro, se un tempo si risparmiava rimanendo a casa oggi non è più così, soprattutto per le famiglie numerose come quella di Cristina Scatizzi.
"Noi siamo in quattro e negli ultimi tempi la vita è molto cambiata. Faccio la spesa quotidianemente, spendo circa 30 euro ogni volta, prima riuscivo a fare delle scelte su cosa comprare, ora invece mi devo basare sulle offerte che trovo, è frustrante. Abito in centro e nella mia zona sono sparite le piccole botteghe - continua Cristina -, è diventato solo un ambiente per turisti, non esiste più il fornaio vicino casa dove comprare il pane. Devo andare al supermercato anche per un litro di latte".
Uno dei settori più costosi è quello dell’infanzia, Marco Lombardo si tova a fare i doppi turni al lavoro per pagare le spese: "tra due mesi mi nascerà una bambina, la terza figlia. Non ho mai lavorato così tanto. I prodotti per neonati hanno un costo elevato, spesso eccessivo, non capisco perché non vengano passati dallo Stato. Io spendo circa 200 euro a settimana e penso che al giorno d’oggi chiunque voglia fare un figlio debba prima fare un calcolo dei costi ai quali andrà incontro".
In certi casi la rinuncia sembra essere l’unica strada. "Io amo il pesce ma posso permettermelo soltanto in occasioni special i- racconta Roberta Benedettelli - Faccio la spesa nei supermercati della grande distribuzione, dove le sottomarche sono più abbordabili anche se meno buone, e a casa scelgo il menù in base all’offerta più conveniente, non posso permettermi di assecondare le voglie".