
Circolo chiuso, l’appello della proprietaria Rosalba: "Chiedo aiuto e segnalo, ma ci rimetto solo io"
"Porto avanti questo circolo da 25 anni, ma dalla pandemia le cose sono cambiate, la gente esce meno e tanti appartamenti sono stati riconvertiti in strutture di accoglienza per extracomunitari. Alcuni vengono qui al bar e, come abbiamo saputo dai carabinieri, hanno precedenti penali. Abbiamo chiesto aiuto per allontanarli, ma le uniche conseguenze sono state per noi: ci fanno stare chiusi dieci giorni". Rabbia e sconforto nelle parole di Rosalba Villani (nella foto), da cinque lustri dietro il bancone del circolo L’Incontro, storica sede del partito socialista, bar, punto ristoro e spazio per il ballo e la ginnastica degli anziani. Il locale è chiuso da venerdì, con provvedimento di sospensione del questore a causa della frequentazione "da parte di persone segnalate per numerosi precedenti di polizia, oltre che di assuntori di stupefacenti". "Non ci siamo mai disinteressati – racconta Rosalba -. Quando abbiamo visto gente sospetta o assistito a liti, siamo andati personalmente dal sindaco e dai carabinieri. Abbiamo messo telecamere, sollecitato controlli. Purtroppo questo quartiere ha seri problemi. Ci sono soggetti che infastidiscono gli altri e creano pensione. Lo sappiamo, ma come facciamo a mandarli via dal locale? Quando c’abbiamo provato sono scattate le denunce. Martedì, fuori dal locale, in strada, c’è stata una rissa e abbiamo chiamato i carabinieri. Che altro potevamo fare? Ma ora siamo chiusi noi per dieci giorni per la seconda volta". Lo stop ha lasciato a casa Rosalba, il marito e il figlio,, ma anche tre dipendenti. "Per ora hanno preso ferie – racconta – ma se le cose non cambieranno dovremo licenziarli. Abbiamo gettato 2mila euro di merce, fra affettati e pesce fresco. Senza contare i mancati incassi. Alle istituzioni chiedo solo una cosa: a fronte di un quartiere degradato, noi, da semplici commercianti, cosa possiamo fare? Siamo disposti a tutto, ma ci servono indicazioni chiare. Altrimenti, farci pagare colpe non nostre è una palese ingiustizia".