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2 apr 2015

Amaranta: il superfood made in Tuscany

Messo a punto dai ricercatori di Scienze delle produzioni alimentari

2 apr 2015
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PRESSPHOTO Firenze, Facolt� di Scienze agrarie e Forestali. Incontro sulla nascita di 'Amaranta', pseudocereale tradizionalmente coltivato nelle regioni andine e centroamericane messo a punto nelle campagne aretine da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente dell'Universit� di Firenze. Nella foto gli autori della ricerca. Da sx i prof. Felice La Rocca e Paolo Casini, docenti del dip. di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell'ambiente di UNIFI Giuseppe Cabras/New Press Photo
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PRESSPHOTO Firenze, Facolt� di Scienze agrarie e Forestali. Incontro sulla nascita di 'Amaranta', pseudocereale tradizionalmente coltivato nelle regioni andine e centroamericane messo a punto nelle campagne aretine da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente dell'Universit� di Firenze. Nella foto gli autori della ricerca. Da sx i prof. Felice La Rocca e Paolo Casini, docenti del dip. di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell'ambiente di UNIFI Giuseppe Cabras/New Press Photo

Firenze, 2 aprile 2015 -  Parla toscano il nuovo 'superfood' creato dai ricercatori del dipartimento di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell'ambiente. Si chiama 'Amaranta' e nasce da una selezione di amaranto, lo pseudocereale coltivato nelle regioni andine e centroamericane.

Amaranta è stata messa a punto nelle campagne aretine. E adesso la sua coltivazione si appresta a sbarcare in Maremma , e non solo. "Vogliamo fornire un'alternativa economicamente valida agli agricoltori", spiega Paolo Casini , professore di Agronomia e coltivazioni erbacee che ha coordinato la ricerca, la cui prima parte è stata finanziata dall'Ente Cassa di Firenze per 9mila euro.

L'amaranto, spiega il docente, ha costi di produzione simili a quelli del girasole. "Ma il valore sul mercato è dieci volte tanto quello del frumento", aggiunge. Di qui l'appetibilità per i nostri agricoltori in crisi. Non solo. Sia l'amaranto che la quinoa sono molto richiesti dal mercato. Privi di glutine, hanno un elevato contenuto di calcio, ferro e magnesio e sono molto ricchi di proteine. "Negli ultimi 2-3 anni stiamo assistendo a un boom, perchè questi cereali vanno benissimo per i celiaci e i diabetici, ma anche per i vegetariani e i vegani", aggiunge Lorenzo Tonini dell'azienda fiorentina Probios, che si occupa della distribuzione di alimenti biologici. Gli studiosi si sono dati appuntamento nell'aula magna della Scuola di Agraria. Con l'occasione è stato distribuito il volume 'Amaranto: manuale per la coltivazione' , curato da Paolo Casini e Felice La Rocca e sono stati distribuiti anche campioni di semi per incoraggiare gli agricoltori toscani a sperimentare questa nuova promettente coltivazione.

© Riproduzione riservata

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