Centro Rogers Al Comune mancano 75mila euro

Contenzioso aperto tra la società e l’amministrazione: non sarebbero stati versati gli oneri relativi alla gestione dell’auditorium

Centro Rogers Al Comune mancano 75mila euro

Centro Rogers Al Comune mancano 75mila euro

Centro Rogers, c’è un contenzioso aperto tra la società di gestione e il comune di Scandicci. Mancherebbero infatti all’appello gli oneri relativi al contributo di gestione dell’auditorium per gli anni che vanno dal 2021 al 2023. Secondo la determina del dirigente comunale ai lavori pubblici, si tratterebbe di una somma che per il triennio arriva a superare i 75.500 euro. A questo denaro, ovviamente, deve essere aggiunta anche la quota 2024, indicata in 25.905,75, accertata dall’amministrazione comunale e imputata alla società che ha realizzato il centro Rogers.

Ma come nasce questo problema? Al termine di un contenzioso proprio sulla scarsa redditività dei parcheggi e degli impianti pubblicitari nella zona del centro Rogers, nel 2015 il comune di Scandicci aveva stipulato una nuova convenzione con la società per definire in 26 anni la gestione del centro stesso. Nel dettaglio, la società avrà in carico i parcheggi e gli spazi pubblicitari fino al 31 dicembre 2040, l’uso a destinazione commerciale dell’edificio culturale (quello dell’auditorium dove ci sono anche negozi e altri spazi al piano terra) fino al 30 settembre 2039.

La clausola inserita nella convenzione era che, per gli anni della gestione, c’era da versare l’importo annuale di 20.000 euro per gli oneri dell’auditorium entro il 31 marzo di ogni anno.

L’importo chiaramente viene aggiornato annualmente seguendo l’indice Istat del costo della vita. Non si tratta comunque della prima ‘guerra’ tra comune e società di gestione. Nel 2018 infatti si aprì un contenzioso su due filoni principali: l’accertamento dell’Agenzia delle entrate sulla mancata Iva versata per la vendita del terreno, la scarsa redditività dei parcheggi a pagamento. Il primo si concluse con due transazioni. Il comune pagò la conciliazione 1.916.397 euro. La società di gestione sottoscrisse un atto di adesione bonaria per un importo di un milione di euro circa.

Per effetto di questa rivalsa incrociata, l’amministrazione comunale risultava creditrice verso la società di 958mila euro e spiccioli. Credito che scatenò una richiesta di riequilibrio a suon di lettere di diffida. Finì con una transazione: la società di gestione si impegnò a corrispondere a rate in cinque anni al comune i 959.188,81 euro a titolo di compensazione parziale della minore Iva pagata nella vendita dei terreni. Ma la battaglia a colpi di carte bollate sembra destinata a proseguire.

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