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26 gen 2022

Vittorio Cecchi Gori ricoverato in ospedale: "Sono sereno, è solo una polmonite"

"Mi danno l'ossigeno, ma non ho il Covid, ne sono già guarito"

GERMOGLI PH: 9 DICEMBRE 2017 FIRENZE CAFFE'  PASZKOWSKI VITTORIO CECCHI GORI EX PRESIDENTE DELLA FIORENTINA E PRODUTTORE CINEMATOGRAFICO
Vittorio Cecchi Gori (Germogli)

Firenze, 26gennaio 2022 - «Ho solo una polmonite, niente Covid che in realtà ho già avuto e ne sono guarito»: così, con voce squillante, il produttore Vittorio Cecchi Gori risponde al telefono all'Ansa dall'ospedale Gemelli di Roma dove è ricoverato. «Sono sereno: il fatto è che a 80 anni ci si indebolisce, mi danno l'ossigeno, ma - ribadisce - niente Covid».

La notizia del ricovero dell'ex produttore e patron dell Fiorentina era stata diffusa ieri sera dal suo amico e medico di fiducia, il professore Antonio De Luca, che racconta: "Si tratta di una complicazione dovuta sicuramente al Covid, da cui è guarito. Ora è negativo, ma è stato necessario un ricovero d’urgenza. Attualmente si trova nel reparto Solventi, dove di solito viene ricoverato anche il Papa", continua il professore De Luca. "È sotto osservazione. Ha avuto il Covid, nonostante le tre dosi di vaccino. Nei giorni scorsi ha avuto un’improvvisa insufficienza respiratoria, così è stato ricoverato d’urgenza".

Una vita nel cinema

Nato a Firenze il 27 aprile 1942, figlio del noto produttore cinematografico Mario Cecchi Gori, produttore a sua volta, ha al suo attivo film come "Il Postino' e 'La vita è bella' di Roberto Benigni che vinse tre Oscar: migliore colonna sonora, miglior film straniero e attore protagonista andato allo stesso Benigni.

Condannato definitivamente in Cassazione a otto anni e mezzo per bancarotta fraudolenta per il fallimento della Safin Cinematografica, vicenda per cui aveva già passato quattro mesi agli arresti nel 2008, il produttore è agli arresti domiciliari nella casa ai Parioli dei suoi genitori acquistata con i ricavi de 'Il sorpasso'.

Cresciuto sotto l'ala del padre Mario, fondatore dell'impero cinematografico, Vittorio comincia a lavorare nel gruppo dai primi anni '80. Ne diventa numero uno alla morte del padre nel novembre 1993. Al fianco di Vittorio c'è Rita Rusic, sposata nel 1983 e che da attrice diventa produttrice di successo. Senatore col Ppi dal 1994 al 2001 Vittorio entra nell'emittenza televisiva prima rilevando la tv fiorentina Canale 10 (1993), poi Videomusic e Telemontecarlo (1995), diventando concorrente diretto di Silvio Berlusconi con cui fino a solo pochi anni prima era alleato e socio in Penta Film e Telepiù.

Ma soprattutto c'è la passione per il calcio, per la sua Fiorentina comprata dal padre nel 1990. La sua parabola comincia a curvare verso il basso a fine anni '90. Prima la separazione dalla moglie, che avanzerà una richiesta di 2.000 miliardi di lire. Poi nel 2000 la cessione di Tmc a Seat-Pagine Gialle, con una operazione di scambio azionario che si rivela assai sfavorevole a Cecchi Gori.

Quindi i guai giudiziari: il 5 luglio 2001 il produttore viene anche perquisito nella sua abitazione romana, dove si trova con l'allora compagna Valeria Marini, per un'inchiesta della procura di Firenze che lo indaga per concorso in riciclaggio: ai poliziotti che trovano cocaina nella sua cassaforte dirà che è «solo zafferano».

Nell'estate del 2002 la Fiorentina fallisce sotto il peso dei debiti: il primo agosto il consiglio della Figc non la iscrive al campionato e il 27 settembre fallisce, con Cecchi Gori prima indagato e poi messo agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta. Abbandonati tv e calcio e crollato l'impero cinematografico, Vittorio è nei guai giudiziari. Condannato in Cassazione nel 2006 per il crac della Fiorentina a tre anni e quattro mesi, coperti dall'indulto, nel settembre scorso il tribunale civile di Firenze lo condanna a pagare oltre 19 milioni di euro di danni.

Per il fallimento da 600 milioni di euro della finanziaria Finmavi, nell'ottobre 2013, la condanna in primo grado è a sette anni. Infine, arrivano i problemi di salute: nel settembre 2019 Cecchi Gori è stato operato d'urgenza per una peritonite al Gemelli, dove era stato già ricoverato anche nel 2017 in pericolo di vita per un ictus. Ora è ancora al Gemelli, ma sembra in condizioni non gravi. 

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