I lavoratori dell’Osmannoro con cartelli listati a lutto per celebrare il ’funerale’ della Roberto Cavalli
I lavoratori dell’Osmannoro con cartelli listati a lutto per celebrare il ’funerale’ della Roberto Cavalli
Fiori attaccati alle ringhiere accanto a un maxi striscione col necrologio, a lettere cubitali, della Roberto Cavalli dopo mezzo secolo di attività. Davanti, schierati, i lavoratori della sede dell’Osmannoro della maison di moda, tutti con un cartello listato a lutto tra le mani con il proprio nome e gli anni di attività nell’azienda. Simboli certo non scelti a caso...

Fiori attaccati alle ringhiere accanto a un maxi striscione col necrologio, a lettere cubitali, della Roberto Cavalli dopo mezzo secolo di attività. Davanti, schierati, i lavoratori della sede dell’Osmannoro della maison di moda, tutti con un cartello listato a lutto tra le mani con il proprio nome e gli anni di attività nell’azienda. Simboli certo non scelti a caso perché nel presidio organizzato ieri mattina dai lavoratori con Femca Cisl e Filctem Cgil si è celebrato un funerale: quello dello stabilimento Cavalli dell’area fiorentina per il quale la proprietà ha annunciato la chiusura, col trasferimento dei 170 dipendenti a Milano da settembre. Ipotesi alla quale il personale e le rappresentanze sindacali si sono subito opposti anche con iniziative di mobilitazione: ultima proprio lo sciopero di 8 ore e presidio organizzato ieri.

"L’azienda - hanno spiegato Mirko Zacchei Femca Cisl e Luca Barbetti Filctem Cgil - ha messo i dipendenti di fronte a un intollerabile aut aut: entro domani (oggi, ndr) infatti dovranno decidere se andare o no a Milano ma, in entrambi i casi, le condizioni sono irricevibili". Per chi alla fine si trasferirà in terra lombarda infatti la proprietà non ha previsto incentivi aggiuntivi oltre a quelli del contratto nazionale mentre gli altri avranno a disposizione il piano sociale (erogazione da 7 a 10 mensilità): "È inaccettabile", tuonano Femca Cisl e Filctem Cgil. A questa ‘chiusura’ lavoratori e sindacati hanno replicato anche oggi con sciopero e presidio. Intanto lunedì ci sarà un nuovo incontro al tavolo di crisi della Regione. "Avrei voluto essere davanti ai cancelli con le lavoratrici e i lavoratori, ma la concomitanza con il consiglio regionale non me lo ha permesso - ha detto la vice capogruppo del Pd in Regione Monia Monni - Tuttavia anche da qui possiamo dare un nostro segnale importante".

Sandra Nistri