Carenza di personale e salari bassi. Protestano le cooperative della sanità: "Insopportabili diseguaglianze"

Insanità nei sistemi di appalto in sanità tra Firenze e provincia: circa 1000 addetti, in gran parte cooperative, con diritti dei lavoratori e dei pazienti erosi. Presidio organizzato a San Salvi per denunciare le diseguaglianze.

Una decina di imprese, in gran parte cooperative, circa un migliaio di addetti e un’organizzazione del lavoro che, secondo la Filcams Cgil Firenze, erode i diritti dei lavoratori e quelli dei pazienti. È il quadro del sistema degli appalti in sanità tra Firenze e provincia, tra ospedali e strutture sanitarie, denunciato ieri al presidio organizzato a San Salvi. Sul piede di guerra, addetti alle pulizie e al portierato, barellieri, trasportisti e amministrativi. "I problemi sono tantissimi – spiega Manuele Potito, delegato appalti e sanità di Filcams Cgil Firenze - tra carenze di personale, carichi eccessivi di lavoro e insopportabili diseguaglianze di salari e diritti, a parità di mansione, tra chi lavora in appalto e dipendenti diretti". Tanti gli esempi fatti: barellieri costretti a spostare da soli pazienti obesi su barelle mal funzionanti, con inevitabili conseguenze anche di salute; malati trasferiti in fretta per ubbidire all’App che ordina nuovi interventi, fino a dettagli apparentemente meno importanti ma comunque indicativi come la scritta "trasporti" apposta da aprile sulla divisa dei barellieri e che ha provocato non pochi malumori fra gli assistiti (sia fra chi non vuole sentirsi un pacco, sia fra chi collega la parola ‘trasporto’ al servizio funebre). Fra le altre problematiche indicate "l’ordine di pulire ogni letto con un solo panno, anche se il letto stesso è macchiato di sangue o feci" o, per gli addetti alla sanificazione delle sale del Meyer, "il divieto di usare la pausa per raggiungere il bar interno, come fanno tutti gli altri lavoratori".

L.C.

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