Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)
Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)

Firenze, 15 marzo 2018 - C'è un'aggravante contestata dalla procura per i due carabinieri accusati di aver commesso violenza sessuale su due giovani statunitensi: ed è quella di aver agito in divisa, di aver abusato della fiducia delle due giovani. Così la procura dopo la chiusura delle indagini sui due militari, Marco Camuffo e Pietro Costa

Entrambe le ragazze, salite "illegittimamente" a bordo della Fiat Bravo del 112, sono risultate in stato di ebbrezza alcolica (1.68 grammi per litro una, 1.59 l'altra, rilevazione effettuata alle 6.51 del mattino). I due militari, secondo il capo d'imputazione, avrebbero violentato le due ragazze agendo in modo "repentino e inaspettato".

A Camuffo, più alto in grado, il pm Ornella Galeotti contesta anche di aver imposto un rapporto orale a una delle due studentesse. Quella notte le ragazze, che dalla discoteca Flo nei dintorni del piazzale Michelangelo cercavano un modo per tornare a casa, furono accompagnate dalla pattuglia. Nell'androne del palazzo in cui abitavano si consumò la presunta violenza. 

"Ci siamo comportati da maschietti», avrebbe affermato uno dei due carabinieri interrogato dalla pm Ornella Galeotti pochi giorni dopo il fatto. Entrambi i militari hanno affermato davanti al pubblico ministero che sarebbero state le ragazze a prendere l'iniziativa, e di non essersi accorti che erano ubriache.

A far partire le indagini fu la denuncia delle due studentesse, di 20 e 21 anni, che raccontarono di aver subito violenza nell'androne delle scale del palazzo dove vivevano nel centro di Firenze, da parte dei due carabinieri che si erano offerti di riportarle a casa con l'auto di servizio. Una volta arrivati sotto la casa delle giovani, i militari, secondo quanto raccontato al momento dell'interrogatorio da uno dei due, avrebbero deciso di accompagnarle dentro al palazzo «per galanteria», senza secondi fini. «Si è sempre fatto così, anche per una cosa di galanteria», e per motivi di sicurezza, «perché magari le aggrediscono nel portone». Entrambi, inoltre, avrebbero affermato di essere a conoscenza di aver violato il regolamento decidendo di farle salire sull'auto di servizio per portarle a casa: «Ci siamo consultati... eravamo titubanti» avrebbe detto uno dei militari.