Elettra Gullè
Cronaca

Scuola, da settembre 2100 alunni in meno tra Firenze e provincia. Calo soprattutto alla primaria

Gaudio (Cisl): “Per ora siamo riusciti a mantenere invariato l’organico regionale dei docenti. Questo consentirà di avere classi meno affollate”

Una bambina a scuola

Una bambina a scuola

Firenze, 23 aprile 2024 - Il calo demografico comincia a farsi sentire. Ecco che, il prossimo anno scolastico, tra Firenze e provincia avremo 2100 alunni in meno: 500 all’infanzia, 900 alla primaria, 300 alla secondaria di primo grado e 400 a quella di secondo grado. Tutto questo, fa sapere Claudio Gaudio, segretario Cisl scuola Firenze e Prato, si tradurrà in una perdita di 39 classi, soprattutto alla primaria. È lì che avremo ben 36 classi in meno. Nonostante il calo, le superiori riusciranno invece a crescere di 6 classi “dato che in quel caso si riesce a ‘ridistribuire meglio i ragazzi’” e, poi, ci sono “necessità derivanti da sdoppiamenti e nuovi indirizzi”. Alla primaria, ecco che da settembre ci saranno, nonostante tutto, 9 classi in più di tempo pieno, che dall’attuale 76% arriverà a coprire il 78% delle classi. Per quanto riguarda i docenti, il calo demografico “comporterà la perdita di 40 posti”. Siccome non necessariamente ogni posto è occupato da un solo docente, “al momento sono 75 i docenti in soprannumero”.

Tutti di ruolo, quindi nessuno di loro perderà mai il posto, ma la titolarità in una certa scuola sì. Pertanto, "questi insegnanti verranno o riassorbiti in organico di fatto oppure troveranno posto all’interno di un altro istituto da loro indicato”. “Il calo degli alunni era un fenomeno atteso - osserva Gaudio -. L’unica nota positiva è che riusciremo ad avere classi meno numerose. Per fortuna, a livello regionale siamo riusciti a confermare l’attuale organico, redistribuito tra le province in base al numero effettivo di alunni iscritti. Certo, la preoccupazione che in futuro lo Stato riduca l’organico per motivi di bilancio esiste. Da parte nostra, faremo in modo che si vada verso classi meno numerose e verso la stabilizzazione dei precari su tutti i posti disponibili. Ricordiamo che i precari restano sempre il 20% del totale degli insegnanti”.

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