REDAZIONE FIRENZE

Bove, aspettando un altro ’miracolo’

enorme sollievo per lo scampato pericolo di vita corso da Edoardo Bove, caduto sul terreno di gioco per un malore...

enorme sollievo per lo scampato pericolo di vita corso da Edoardo Bove, caduto sul terreno di gioco per un malore seguito da arresto cardiaco e salvato dal tempestivo intervento di medici e soccorritori, è tipico di un evento drammatico dalle conseguenze irreparabili, come ci evoca l’incancellabile ricordo della tragica scomparsa di Davide Astori. Tutti si sono stretti attorno a quel giovane giunto da Roma l’ultimo giorno del calciomercato, capace in poche partite disputate nelle file della Fiorentina di conquistare compagni e tifosi per la sua autorevolezza in ogni fase di gioco, in posizione avanzata come in quella di interdizione. Dotato di una inconsueta abilità e intelligenza tattica, quel ragazzone dal sorriso dolce e delicato, si trasforma in un gigante di fronte agli avversari. Per la sua determinazione, il suo entusiasmo e la passione per il pallone, è convinzione di molti che torneremo a tempo debito a vederlo di nuovo sul terreno di gioco. Il quesito di fondo, cui nessuno può adesso dare una risposta definitiva sul suo futuro di calciatore, è se dovrà tenere per sempre o meno il defibrillatore sottocutaneo, l’apparecchio salvavita impiantatogli a Careggi, condizione indispensabile che gli ha consentito intanto di lasciare l’ospedale. Solo i test genetici potranno fornire gli elementi chiarificatori per una decisione che investe la vita stessa di un giovane di ventidue anni. Qualora il defibrillatore non potesse essere rimosso, Edoardo non potrebbe più praticare agonismo, disputare partite almeno in Italia. Quindi non lo vedremmo battersi ancora con quella maglia viola onorata nelle gare disputate, a cominciare da quella contro la ’sua’ Roma. Da quanto si legge trapela dai medici un certo pessimismo. La scienza tuttavia non può minare la speranza di un secondo ’miracolo’, dopo quello che ha visto salva la sua vita: la realizzazione appieno dei suoi sogni, bruscamente interrotti nel corso della partita con l’Inter. Ritroverà così, con la gioia di vivere, quella di disputare gare sempre più appassionanti, sostenuto dal tambureggiante incoraggiamento della curva Fiesole. Seguiamo un sogno, immaginando la bolgia del Franchi la prima volta in cui Bove uscisse dagli spogliatoi. Ricordo il ritorno di Antognoni, in occasione di una partita col Cesena, dopo il grave incidente alla testa: sembrava la finale della Coppa dei Campioni.