Bentornato a Firenze . Sir Paul Smith

Il grande stilista inglese Paul Smith farà il suo ritorno a sfilare al Pitti Uomo, portando la sua eleganza e creatività a Firenze. Un evento atteso che celebra il suo stile unico e il suo impegno nel made in Italy.

Eva

Desiderio

Nostalgia di Swinging London l’11 giuno, primo giorno del 106° Pitti Uomo, con lo show annunciato solo ieri che vedrà tornare a sfilare a Firenze Paul Smith, il grande stilista inglese mai domo in fatto di abbinamenti tra lo stile di Savile Row e quello degli estrosi dandy d’Inghilterra.

Un ritorno che farà non solo parlare ma farà bene al cuore di chi segue la moda e la ama, ma soprattutto una gioia per coloro che amano lo stile che si evolve nel tempo rimanendo fedele al Dna, limpido e sicuro, trasgressivo eppure sempre certo. A gennaio scorso, durante l’ultimo Pitti Uomo, Sir Paul Smith (onorificenza meritatissima!) sedeva in prima fila allo show del giovane inglese (anche lui) Steven Stokey-Daley, interprete sbarazzino dello stile british. "E’ bravo, sì ma deve ancora crescere" mi ha detto Paul Smith alla fine dello show aggiungendo un "magari, mi piacerebbe molto", alla domanda se sarebbe voluto anche lui tornare a sfilare a Firenze. Detto fatto. Ieri il suo ufficio stampa ha diffuso la sua decisione dandoci appuntamento all’11 giugno, speriamo alla Leopolda come fu tanti anni fa. Non per un revival ma per una sempre attesa rivoluzione vestimentaria ad opera del sempre snello baronetto dello stile, che porta con fierezza i suoi 78 anni e che ha cominciato da autodidatta volenteroso nella Londra degli anni Settanta. Senz’altro da Paul Smith ci si aspetta una lezione di eleganza e di positività, lontana dalla moda troppo urlata delle grandi griffe sempre più impegnate a fare “cassa” spesso a grande scapito della creatività. Perché lui per l’ennesima volta si rimette in gioco e ha scelto di farlo a Firenze. Come pure è importante il fatto che il grande designer produce i suoi abiti e i suoi accessori tutti in Italia, l’uomo in Veneto, le camicie tra Treviso e Firenze; i tessuti li compra a Biella e le scarpe le fa fare nelle Marche. Dunque un celebratore eccelso del made in Italy.

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