Firenze, 8 dicembre 2019 - Come ultimo viaggio è stato indimenticabile, non c’è che dire. Pomeriggio di venerdì, luce scarsa, ma è ancora giorno quando all’Isolotto succede uno di quegli incidenti che sarebbero la scena madre di una delle mille puntate della saga di Fantozzi. Dal portellone posteriore di un furgone delle onoranze funebri dell’Humanitas di Scandicci, cade sull’asfalto una bara. Se non è stato panico, nel traffico abbastanza sostenuto, poco ci è mancato e nessuno voleva credere davvero ai suoi occhi. Ma qualcun altro dal telefonino veloce ha girato un video al volo da diffondere sui social. Fra lo stupore e le tantissime risate degli automobilisti, fuori luogo finché si vuole, ma irrefrenabili, due necrofori sono scesi di corsa per evitare ulteriori danni in una situazione già piuttosto complicata. Poco male, infatti, se il feretro fosse stato ancora in attesa di accogliere il predestinato, invece era già occupato. Nella cassa caduta c’era un defunto da trasferire alle Cappelle del Commiato di Careggi per le esequie.

I protagonisti della vicenda, avviliti più che mai da quanto successo, non sanno darsi pace. Forse si è rotta la serratura del portellone, forse la guida che sostiene la bara, forse c’è stato un errore involontario di fissaggio. Qualunque cosa sia accaduta, in una città capace di dare il meglio di sé come creatività per ogni tipo di battuta, il dramma ormai si era compiuto.

Nell’ambiente delle onoranze funebri, che ogni giorno si occupa di dare l’estremo saluto a una trentina di persone, stando alle ultime statistiche, non si parla d’altro: mettendosi nei panni dei dipendenti è davvero l’incubo perfetto, solo che all’Isolotto è successo davvero.

Mario Pacinotti, presidente della Fondazione Pas, della quale fa parte Humanitas, è sconvolto: «A nome mio e della Fondazione Pas voglio scusarmi per questo incidente. Ho già presentato le nostre più sentite scuse anche alla famiglia dello scomparso. - commenta in una nota - Un fatto increscioso quello capitato ai nostri dipendenti e ripreso nelle immagini di un video diffuso sui social, che ci addolora e ci rammarica non poco. Da sempre attenzione e sensibilità a tematiche difficili come il lutto e il dolore della perdita rappresentano un punto di impegno nei nostri servizi. Evidentemente questa volta qualcosa non ha funzionato. Ed è successo quello che mai avremmo voluto accadesse».
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