"Assolto" per gli ingressi seriali in Ztl Pagherà solo la prima contravvenzione

Il giudice: "Senza notifica immediata viene meno la funzione rieducativa"

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FIRENZE

Anche se la notifica arriva nei termini della legge, una contestazione non immediata di un’infrazione far venire meno la "funzione rieducativa" che dovrebbe avere una contravvenzione.

Per questo, il giudice di pace di Firenze, Sonia Salerno, ha sostanzialmente dato ragione all’automobilista che ha ripetutamente bucato una porta telematica: pagherà soltanto la prima di quella lunga striscia di verbali che si è visto recapitare a casa nei 90 giorni successivi all’infrazione. A darne notizia è l’Aduc.

"Le infrazioni non sono state immediatamente contestate ed il ricorrente si è quindi reso conto di aver commesso una infrazione soltanto dopo aver ricevuto la notifica di tutte le infrazioni commesse nei mesi da gennaio a maggio 2022 - scrive il giudice -. Pertanto, seppure le notifiche sono state tempestive ai sensi dell’art.201 c.d.s., si ritiene che in questo modo non sia stata esercitata la funzione educativa della sanzione quanto piuttosto quella punitiva. Ne consegue - si legge ancora nella sentenza - che i verbali impugnati vadano annullati ad eccezione del primo in ordine di tempo, con condanna del ricorrente alle spese di notifica di tutti i verbali di accertamento. Sussistono giusti motivi per compensare le spese del giudizio".

"Nel 2022 - commenta il presidente di Aduc Vincenzo Donvito - questo tipo di multe sono arrivate a più di 400mila persone, con un aumento del 620% rispetto ad un anno fa. La notifica dopo mesi dall’infrazione, seppur legittima, impedisce al conducente di rendersene conto tempestivamente e interrompere subito le infrazioni. Risultato: una caterva di multe da mandare sul lastrico persone e famiglie che nella maggior parte dei casi passavano e ripassavano da lì per andare al lavoro e che, se avvisati in tempo, mai avrebbero continuato a farlo. Per tutti i casi di multe seriali, autovelox, ztl e corsie preferenziali, abbiamo consigliato ai malcapitati di ricorrere al giudice di pace. Anche se non vi è una specifica norma del Codice della strada - conclude Donvito -, in questi casi si può chiedere un giudizio di equità, magari pagando una sola multa ed eventuali costi di notifica".

ste.bro.

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