Uno dei prototipi vincitori di OpenMaker
Uno dei prototipi vincitori di OpenMaker

Firenze, 9 novembre 2018 – Si è tenuto questa mattina nella sede di Impact Hub a Firenze, Open manufacturers, l'evento nazionale conclusivo di OpenMaker, il progetto finanziato dall'Unione Europea con l'obiettivo di innovare e rilanciare il settore manifatturiero. Artigiani e Innovatori insieme hanno presentato i prototipi delle idee premiate su scala nazionale.

Nato come acceleratore per la sperimentazione diffusa e open di innovazione 4.0 nel settore della manifattura, OpenMaker ha interessato quattro Paesi in Europa (Italia, Spagna, Slovacchia e Regno Unito) e ha permesso a imprese e artigiani di incontrare innovatori e makers, con cui sperimentare nuovi strumenti e modalità di lavoro. Una call internazionale ha premiato le 21 migliori idee nate proprio dalla partnership tra imprese tradizionali e appassionati di tecnologie, riconoscendo a ciascun team vincitore una cifra di 20mila euro per lo sviluppo del proprio prototipo innovativo: in totale, sono stati organizzati più di 100 eventi in tutta Europa, sono state raccolte 137 idee di prototipo (di cui 30 in Italia) presentate da più di 300 maker e imprese manifatturiere. E sono state appunto 21 le idee premiate (6 in Italia) con un finanziamento di 20.000 euro ciascuna, per un totale di 420.000 euro erogati per lo sviluppo delle idee vincitrici. In Italia, OpenMaker è stato coordinato dall’agenzia LAMA, società con base a Firenze, insieme a Top-ix, partner torinese.

I team selezionati avevano nove mesi di tempo per portare a compimento lo sviluppo del proprio prototipo. E questa mattina sono state presentate le “invenzioni” frutto del loro lavoro: protesi provvisorie in cartone da poter inviare e autocostruire in zone critiche del mondo (come quelle colpite da guerre o emergenze umanitarie) oppure come soluzione temporanea per chi è in attesa di una protesi definitiva; un tessuto creato riutilizzando la lana rustica toscana, considerata uno scarto nei processi produttivi tradizionali e resa invece un prodotto nuovamente utilizzabile nella filiera tessile industriale, sostenendo la ripresa economica degli allevatori; un nuovo processo produttivo nella lavorazione artigianale del cristallo, grazie a cui i modelli di statue e oggetti prima creati in cera potranno essere scansionati e stampati in 3D, riducendo tempi e costi di trasporto. E ancora, un robot che invece di essere programmato viene addestrato direttamente dai bambini, proprio come farebbero con un animale domestico, e uno strumento che consentirà di riciclare e tritare direttamente in casa la plastica per la stampa 3D, per risparmiare e contribuire a proteggere l’ambiente. Oltre a questi cinque progetti, è stato presentato anche il vincitore del Coordinator’s Prize, un braccio robotico da impiegare nel settore della moda on-demand.

Oltre alla presentazione dei progetti, moderata da Dario Marmo (Project Manager OpenMaker), questa mattina si è tenuta anche la tavola rotonda con esperti di innovazione, a cui hanno partecipato Annibale D'Elia, dirigente innovazione economica del Comune di Milano; Gualtiero Fantoni, professore associato del Dipartimento Ingegneria Unipi;Diego Teloni, direttore della Fondazione Brodolini; Marco Tognetti, direttore di LAMA e Manuela Bigi della Regione Toscana, che moderati da Francesca Mazzocchi, responsabile Reti e Relazioni di LAMA, hanno discusso del funzionamento dell'open innovation e di come le imprese manifatturiere possano trasformarsi in ottica open, oltre che di come un distretto tradizionale possa promuovere l'innovazione.

“Grazie all’innovazione aperta e alla collaborazione con i makers – spiega Andrea Rapisardi, presidente di LAMA, acceleratore italiano del progetto europeo – anche le imprese più piccole possono cambiare il loro modo di produrre e di concepire il lavoro, dando vita alla manifattura del futuro. Quello che abbiamo fatto con il progetto OpenMaker è stato prima di tutto fornire occasioni di incontro, ibridazione e scambio tra professionisti e settori produttivi che normalmente non hanno modo di collaborare. Attraverso gli eventi e le attività sul territorio, abbiamo fatto sì che storia, know-how e tradizione della manifattura italiana potessero conoscere meglio le sfide del presente e intercettare i professionisti capaci di proporre soluzioni competitive”.

Ilaria Biancalani