Ancora guai per i Verdini. Si finge legale, ma non lo è. Patteggia la figlia di Denis

Assunse il mandato di una badante in una causa in realtà mai intentata. Comminato un anno. Ma la controparte s’infuria: "Nessun risarcimento".

FIRENZE

Ha patteggiato un anno, pena sospesa, Diletta Chiara Verdini, figlia del primo matrimonio di Denis.

La donna si sarebbe presentata come avvocato (senza in realtà aver mai raggiunto l’abilitazione professionale), avrebbe difeso una badante in una causa contro il datore di lavoro e avrebbe anche fabbricato una sentenza favorevole, in cui assegnava un risarcimento da parte del tribunale che, ovviamente, non è mai stato corrisposto alla lavoratrice.

Ma il patteggiamento, raggiunto tra l’avvocato Marco Rocchi e il pubblico ministero Giuseppe Ledda e vidimato dal gip Agnese Di Girolamo per le accuse di falso e tentata truffa, fa infuriare proprio la badante, una rumena di 63 anni assistita dall’avvocato Mattia Alfano.

"La mia assistita, con questo patteggiamento, è stata esclusa da qualsiasi risarcimento e non lo riceverà mai", dichiara il legale. A meno che non percorra la strada del processo civile.

Il caso della primogenita di Verdini finì anche a ’Le Iene’. A denunciare il presunto avvocato fu la collaboratrice domestica rumena, insospettita dei continui rinvii a cui la donna s’aggrappava quando le chiedeva conto dell’esito della causa in tribunale. Alla fine la badante, stufa, decise di rivolgersi a un altro legale. Fu lui a scoprire che la Verdini non aveva mai intentato alcuna azione legale per lei e che quindi quella sentenza era stata fabbricata.

La vicenda ebbe inizio quando la badante si rivolse a un patronato per rivalersi contro l’anziana, classe 1929, a cui aveva dato assistenza: denunciava di non essere stata retribuita, venne messa in contatto con l’avvocato del patronato. La donna non si trovò bene, si rivolse a un altro studio legale dove la figlia di Verdini, laureata in giurisprudenza, stava facendo uno stage.

Non le avrebbe detto di non essere ancora avvocato: così si fece firmare il mandato e incassò il suo onorario di 400 euro. Da quel giorno iniziò il normale rapporto fra legale e assistito: la badante di tanto in tanto la chiamava per essere aggiornata sul procedimento. Un giorno, le venne risposto che avevano vinto la causa e aveva ottenuto un risarcimento di 3400 euro. L’avvocato le inviò anche la sentenza. Ma era tutto un ’fake’, che è costato caro alla badante, visto che nel frattempo sono decorsi i termini per fare una causa vera.

Nel frattempo, Diletta Chiara Verdini venne raggiunta dalle telecamere di Italia uno. "Vi pago per non mandarmi in onda", disse all’inviato della tv fondata da Silvio Berlusconi, di cui babbo Denis - pure lui alle prese con diverse condanne - è stato uno dei principali collaboratori politici.

ste.bro.

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