"Ambulanti di nuovo nella Bolkestein. Siamo tornati indietro di tredici anni"

Pestelli (Assidea) attacca le altre associazione di categoria: "Penalizzati"

"Ambulanti di nuovo nella Bolkestein. Siamo tornati indietro di tredici anni"

"Ambulanti di nuovo nella Bolkestein. Siamo tornati indietro di tredici anni"

FIRENZE

"Questo Governo ha inserito nuovamente gli ambulanti nella direttiva Bolkestein senza pensare ai danni che questo provvedimento poteva provocare per un intero settore. Perplessità che avevamo evidenziato, come associazione, in un incontro con il sottosegretario Massimo Bitonci. Ora le perplessità sono state evidenziate con un richiamo perfino dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anva e Fiva, insieme al Governo si dovranno assumere la responsabilità di fronte alle migliaia di lavoratori e alle loro famiglie di aver riportato, di fatto, la categoria indietro nel tempo di tredici anni".

Sono le riflessioni di Alessio Pestelli (nella foto), presidente Assidea, associazione di tutela per gli operatori di mercato su area pubblica.

"Il nostro obiettivo torna ad essere quello dell’estromissione degli ambulanti dalla direttiva Bolkestein - aggiunge, in una nota, il presidente dell’associazione -. Una battaglia per la quale ci siamo impegnati negli anni e rispetto alla quale eravamo riusciti ad ottenere, con il Governo Conte, un risultato concreto vanificato dalle rendite di posizione da parte di tutte quelle associazioni che utilizzano il suolo pubblico solo per fare tesseramento e da un Governo che, invece di tutelare la categoria degli ambulanti su suolo pubblico e le loro famiglie, ha preferito seguire le lusinghe di Fiva e Anva che adesso gridano ‘al lupo al lupo’".

Come associazione, ricorda ancora Pestelli, "abbiamo sempre sostenuto che l’unica soluzione per avere certezze fosse l’esclusione della categoria dal Ddl concorrenza. Dopo tante battaglie e sacrifici eravamo stati finalmente estromessi dalla direttiva mentre c’è stato chi, sbandierando come un successo un’intesa del tutto penalizzante, ci ha voluto reinserire a tutti i costi. Oggi, come categoria, siamo costretti a pagarne le conseguenze".

Il risultato, conclude Pestelli, è che "la categoria degli ambulanti ora continuerà a vivere nell’incertezza della durata del proprio lavoro senza nessuna possibilità di investimento".