Firenze, 23 novembre 2020 - E' partita lentamente la bella iniziativa dell'Unione Sportiva Affrico che ogni sera dalle 19 alle 19.45 mette a disposizione pasti caldi per le persone bisognose. Nella prima sera una quindicina di persone (i pasti preparati nella cucina del locale erano 50), ma certamente con il passaparola aumenteranno, anche grazie all'opera delle varie associazioni di volontariato. Un'iniziatva importante in un momento in cui, a causa delle restrizioni per la lotta contro il Covid, tante persone si trovano in difficoltà economiche.

Nel freddo pungente di lunedì sera,la prima ad arrivare è una donna che chiede tre pasti (il menù è zuppa di legumi con pasta, un covaccino e frutta), ringrazia e racconta di abitare lontano e che non sa quando potrà tornare perché non ha i soldi per il biglietto dell'autobus. Poi ci sono due sudamericani che hanno perso il lavoro e altri italiani che si affacciano timidamente e ai quali i volontari dell'Affrico (alcuni di loro sono in cassa integrazione per lo stop delle attività della pizzeria e della società sportiva causa Covid) aprono il loro cuore. 

"La composizione delle persone che vengono a chiedere aiuto è molto cambiata, non ci sono solo extracomunitari  ma anche italiani, sempre di più da quando c'è l'emergenza Covid", spiega il volontario della Caritas Emanuele Pallotti.

La cosa particolare è che questa iniziativa parte dai nostri ragazzi, dalle persone in cassa integrazione e dai collaboratori della società. Adesso che siamo fermi causa Covid hanno voluto questa iniziativa e la società ha accolto bene l'iniziativa" dice il direttore Luca Giotti. 

Soddisfatto il presidente Fabrizio Zanardo: "Sono venute circa 15 persone, è un buon inizio. Un buon inizio, la cosa piacevole è che è un'idea partita dall'interno della polisportiva. C'è grande disponibilità di tutti i volontari"

Pamela Della Valle, barista dell'Affrico in cassa integrazione, ha scelto "di dare una mano, ci tengo ad aiutare per questa iniziativa. Ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa per aiutare chi ha bisogno". 

E il collaboratore sportivo, Alessio Mancini, sintetizza così la filosofia dell'iniziativa: "Avendo più tempo libero a disposizione, abbiamo preferito investire qualche ora facendo del bene, piuttosto che stare a casa e pensare solo al nostro bene".