PIERANDREA VANNI
Cronaca

Addio a Villoresi, storico cronista di notte. Raccontò la stagione dei delitti del mostro

Aveva 79 anni. Lascia la moglie, due figlie e due nipoti. Era anche esperto di vini .

Addio a Villoresi, storico cronista di notte. Raccontò la stagione dei delitti del mostro

Addio a Villoresi, storico cronista di notte. Raccontò la stagione dei delitti del mostro

Se c’era un tratto umano che resta indimenticabile di Antonio Villoresi era il sorriso, che non lo abbandonava mai, nemmeno nei momenti più difficili, segno di un carattere buono e di quella grande serenità che lo ha accompagnato anche nella lunga sofferenza della malattia. Antonio se ne è andato a 79 anni, gran parte dei quali dedicati al giornalismo. Dopo aver mosso i primissimi passi da collaboratore del Giornale del Mattino, era diventato corrispondente da Sesto Fiorentino de La Nazione. Fu Elvio Bertuccelli, indimenticabile capo della cronaca di Firenze, a intuirne le capacità e a volerlo nella redazione ai primi anni 70. Iniziò così il suo lungo viaggio nell’altra Firenze, quella della cronaca nera e giudiziaria, in una stagione, quella degli anni ’70-’80, segnata dai delitti atroci del mostro, ma anche dal terrorismo nero e rosso. Di quella stagione Antonio Villoresi fu uno dei protagonisti: La Nazione mise in campo una sorta di pool fatto di cronisti e di inviati con il supporto delle redazioni locali. Il principale quotidiano della Toscana e dell’Umbria si dimostrò all’altezza di sfide impensabili fino a pochi anni prima. Di Antonio va ricordato anche un altro tratto: la profonda umanità. Quando si occupò di vicende che sconvolgevano la vita delle persone, come gli omicidi, metteva in campo assieme alle sue doti di vero cronista e al dovere professionale di informare dettagliatamente i lettori anche una sincera umanità.

Dopo la lunga esperienza in cronaca ne fece altre, meno entusiasmanti per lui, nelle redazioni Interni, Esteri ed Economia, ma sempre con professionalità e al tempo stesso si dedicò anche ad altre passioni, il vino e la cucina, argomenti, soprattutto il primo, di articoli sempre approfonditi e di alcuni libri. Fu anche corrispondente de Il Tempo, vice corrispondente, con chi scrive, de Il Giornale di Montanelli, e sempre con chi scrive collaborò al libro “A cuore aperto” sulla vicende fiorentine del cardiochirurgo Gaetano Azzolina. Nella scala dei suoi valori c’era accanto al giornalismo la sua famiglia, la moglie Annamaria, le due figlie Laura e Simona, i due nipoti. Cordoglio è stato espresso dal presidente Giampaolo Marchini, insieme ai componenti del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Toscana e dal presidente Sandro Bennucci, con tutti gli organismi dirigenti dell’Associazione Stampa Toscana. Ai familiari di Antonio le condoglianze di tutta la redazione de La Nazione.

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