EVA DESIDERIO
Cronaca

A Pitti riapre il Museo della Moda. Ora si punta al recupero delle soffitte

All’inaugurazione l’annuncio di Schmidt: "Nuovi spazi espositivi al quarto piano, i fondi per i lavori ci sono" .

A Pitti riapre il Museo della Moda. Ora si punta al recupero delle soffitte

A Pitti riapre il Museo della Moda. Ora si punta al recupero delle soffitte

Grandi sorprese ieri a Palazzo Pitti. L’occasione della visita era la re-inaugurazione del Museo della Moda del Costume, alla Palazzina della Meridiana, dopo una chiusura di tre anni per Covid e lavori di restauro. Padrone di casa il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, molto soddisfatto di aver riaperto questo che è l’unico Museo della Moda in Italia, statale e ricco di ben 15.000 opere d’arte tessili tra abiti e accessori. In mostra 50 modelli d’alta moda e di primi accenni di pret-à-porter italiano negli anni d’oro del Novecento, dal 1920 con Mariano Fortuny e Paul Poiret, agli anni Trenta e Quaranta, poi il dopoguerra e gli anni Ottanta e Novanta.

Tutti pezzi bellissimi e pieni di significato, anche sociale, vera alta moda ma anche abiti per lo spettacolo come il magnifico vestito in maglia di acciaio di Gianni Versace donato da Patty Pravo o quella sottoveste nera e sexy superaderente di Jean Paul Gaultier indossata in concerto da Madonna. Insomma la mostra curata da Vanessa Gavioli e da tutto il preparatissimo staff del Museo della Moda per raccontare come eravamo e come siamo ancora oggi, testimoni e custodi di una eleganza superba che da Firenze ha conquistato il mondo. “La collezione permanente” si arricchirà di altre tre grandi sale ad aprile prossimo con l’esposizione dentro le teche dei delicatissimi abiti dal Rinascimento all’Ottocento, cose che solo alla Meridiana si possono vedere, capolavori e tesori mondiali.

Prima sorpresa questa parte dei 15.000 pezzi delle collezioni del Museo di Palazzo Pitti, tra abiti da sera e quotidiani, gioielli, accessori, scarpe e borse, cappelli. Seconda sorpresa l’annuncio sempre da parte del Direttore Schmidt dell’inizio dei lavori per il quarto piano di Palazzo Pitti, dove da sempre ci sono le soffitte zeppe di cose della Reggia Medicea e Granducale, dopo otto anni di preparazione (anche burocratica) del progetto, con una prospettiva di lavoro di quattro-cinque anni. “Tutto è pronto per recuperare le ampie soffitte dove nessuno è mai stato che diventeranno un altro grande ed inedito spazio espositivo per Palazzo Pitti. Il progetto esecutivo è partito e potrei inaugurare questi spazi tra 5 anni se tornerò qui” ha detto scherzando Schmidt. “E ci sono anche i soldi per questo recupero del quarto piano”, continua il direttore molto fiero di essere arrivato alla fine del suo secondo mandato passando dai 15 milioni di euro di introiti del 2015 ai 60 milioni di euro di questa fine 2023. Un risultato che parla da solo.

Ma torniamo alle sale della Meridiana e del Museo ex Galleria del Costume, fondato nel 1983 dall’indimenticabile Kirsten Aschengreen Piacenti, e al lavoro di oggi degli architetti Elena Pozzi e Yuri Bigozzi, delle restauratrici Annalisa Alecci, Silvia Frasca, Simona Fulceri, Carla Molin Pradel e Vitina Telesca, della curatrice dell’esposizone Vanessa Gavioli, coadiuvata dal gruppo di lavoro curatoriale composto da Riccardo Gennaioli, Tommaso Lagattolla, Patricia Lurati, Silvia Malaguzzi, Roberta Orsi Landini, Marco Semeghini e da chi scrive questo articolo. Spicca l’eleganza dell’abito di paillettes rosa, attualissimo, di Franca Florio, la modernità del cappotto corto e a motivi geometrici di Federico Forquet, la classe dell’abito tutto smerli come petali viola di Roberto Capucci, l’abito da sera color avorio di Giorgio Armani a confronto con quello charleston anni Venti di Coco Chanel.

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