Spazio Alfieri, l'omaggio a Claudio Carabba

In occasione della presentazione della nona edizione della rassegna "Scelti dalla critica", la sala cinematografica è stata intitolata al grande giornalista e critico scomparso nel 2020.

La vicesindaca Alessia Bettini con i figli Enzo e Carlo Carabba e la moglie Giovanna
La vicesindaca Alessia Bettini con i figli Enzo e Carlo Carabba e la moglie Giovanna

Firenze, 9 febbraio 2024 - Il pensiero critico non muore mai. Giornalista curioso e raffinato critico , intellettuale libero e anticonformista, ma soprattutto, anima di uno spazio diventato nel tempo la casa del cinema fiorentino: Claudio Carabba ci ha lasciato poco più di tre anni fa, ma il suo ricordo rimane vivo nella memoria dei suoi colleghi, del pubblico e delle istituzioni cittadine, che stamani alla presenza della famiglia hanno voluto dedicargli "un piccolo gesto di gratitudine e riconoscimento" - come l'ha definito la vicesindaca Alessia Bettini - intitolandogli la sua sala preferita. 

E l'occasione non poteva essere la più adeguata, perché il 13 febbraio inaugura la nona edizione di "Scelti dalla critica", la rassegna da lui ideata che propone fino al 26 marzo i sette titoli più significativi dell'ultima stagione, selezionati dal Sindacato Critici Cinematografici e recensiti dagli studenti universitari e delle scuole secondarie di secondo grado coinvolti nella terza edizione del "Premio Carabba", il concorso rivolto ai critici del futuro - i vincitori potranno partecipare alla prossima edizione della Mostra del Cinema di Venezia - realizzato nell'ambito del programma "Lanterne Magiche" della Fondazione Sistema Toscana

Film radicati nella contemporaneità, ma anche capaci di esplorare  il potenziale espressivo e immaginifico della settima arte: storie di crudo realismo, fatte di dolore, violenza e sofferenza - come "Misericordia" (13 febbraio) di Emma Dante e "Io Capitano" (20/2) di Matteo Garrone - che si aprono ad improvvisi squarci onirici, fino a sconfinare nella dimensione stralunata e favolistica di "Foglie al vento" (5 marzo) di Aki Kaurismaki e "La Chimera" (19/3) di Alice Rohrwacher.

Racconti di algide relazioni e passioni brucianti, dove la natura è cornice e specchio dei sentimenti dei protagonisti, come nel quadrilatero amoroso "Il cielo brucia" (12/3) diretto dal tedesco Christian Petzold, e nel melodramma familiare a sfondo processuale "Anatomia di una caduta" (26/3) di Justine Triet, vincitore della Palma d'Oro a Cannes e nominato cinque volte agli Oscar. Una finestra del festival sarà dedicata ai grandi classici restaurati, con la riproposizione del cult generazionale "The Dreamers" (27/2), diretto da Bernardo Bertolucci e interpretato da due giovani Eva Green e Louis Garrel. 

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