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La medicina a Firenze: storia e reperti in mostra alla Laurenziana

"Edocere medicos" è il titolo dell'esposizione in programma nella storica biblioteca medicea fino al 21 giugno che ripercorre la storia della formazione medico-chirurgica a Firenze

"Edocere Medicos" alla Biblioteca Laurenziana

"Edocere Medicos" alla Biblioteca Laurenziana

Firenze, 25 marzo 2024 - Identità e salute. E' un viaggio lungo i secoli tra passione scientifica e dedizione intellettuale la mostra in programma fino al 21 giugno negli spazi della Biblioteca Medicea Laurenziana: "Edocere medicos" è il percorso comune che nel centenario dell'Università di Firenze e dell'ingresso dei primi pazienti all'Ospedale di Careggi unisce il Sistema Bibliotecario di Ateneo e la Scuola di Scienze della salute Umana, l'Ordine dei Medici e l'Azienda Ospedaliera, le fondazioni Careggi e Santa Maria Nuova, insieme per raccontare la storia della formazione medico-chirurgica a Firenze. A partire dal 1321, quando con lo Studium venne introdotta la medicina fra le materie di insegnamento, fino ai giorni nostri, attraverso le testimonianze uniche contenute nei codici della Biblioteca Laurenziana ed integrati dai volumi - incunaboli, cinquecentine e manoscritti - del fondo storico della Biblioteca Biomedica dell'Ateneo, proveniente dall'Ospedale di Santa Maria Nuova.

"L'esposizione vuole dare visibilità a un patrimonio prezioso, restituendo ai giovani la consapevolezza di una grande tradizione che vede ancora oggi unite ricerca, formazione e assistenza - sottolineano la rettrice Alessandra Petrucci e la curatrice Donatella Lippi - Dopo il trasferimento dello Studium a Pisa alla fine del Quattrocento, le istituzioni scolastiche legate alla medicina e alla chirurgia rimasero confinate fra l'Ospedale di Santa Maria Nuova, la Corporazione dell'Arte e il Collegio medico, strutturandosi progressivamente e confluendo nella seconda metà dell'Ottocento nell'Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento, antenato del nostro Ateneo". 

La mostra, arricchita da alcuni reperti rari provenienti da collezioni pubbliche e private, si articola in venti teche allestite secondo criteri cronologici e con sezioni a tema dedicate alla fondazione e professionalizzazione dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri - dove anche le donne lottando rivendicarono il proprio ruolo - e alla figura del primo Magnifico Rettore, l'anatomista Giulio Chiarugi, approfondito attraverso l'archivio e il contributo delle famiglie degli eredi. A latere, il touch screen realizzato dal Museo Galileo e uno sfogliatore documentano il periodo successivo al 1924-1925, offrendo ai visitatori la rassegna per immagini dei personaggi che hanno segnato la storia della Facoltà di Medicina e Chirurgia fino alla riforma universitaria del 2010.