Compagnia Cult: Viaggio nel cinema di Sua Maestà

La rassegna in programma dal 13 al 29 febbraio al Cinema La Compagnia ripropone otto tra i migliori titoli del cinema britannico, in collaborazione con CSC - Cineteca Nazionale.

Domenica maledetta domenica

Domenica maledetta domenica

Firenze, 8 febbraio 2024 - Dal 1941 al 1985. Dal cinema classico e di sistema di David Lean al kitchen sink realism degli angry young men Tony Richardson e John Schlesinger fino alla British Renaissance degli anni Ottanta guidata da Stephen Frears, Ken Loach e Mike Leigh: è un viaggio itinerante che attraversa le diverse tappe della storia e della società britannica nel Secondo dopoguerra la rassegna "Compagnia Cult", in programma dal 13 al 29 febbraio al Cinema La Compagnia

Protagonisti del percorso, realizzato in collaborazione con CSC - Cineteca Nazionale, sono otto titoli di culto - proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano - diretti da registi che si affacciavano per la prima volta sul palcoscenico internazionale: a partire da Nicolas Roeg, direttore della fotografia passato dietro la macchina da presa, dove viene considerato il pioniere della tecnica del fishbowling, utilizzata nel montaggio allusivo e carico di suggestioni di "Don't look now" (in italiano, "A Venezia... Un dicembre rosso shocking",1973), il dramma sospeso tra melò e thriller con Julie Christie e Donald Sutherland nel ruolo di una coppia che cerca di elaborare sulla Laguna il lutto per la morte accidentale del figlio. 

Tra le personalità più celebrate del cinema classico d'Oltremanica, David Lean raggiunse il successo e gli Oscar con film indimenticabili come "Il ponte sul fiume Kwai", "Lawrence d'Arabia" e "Il dottor Zhivago", ma prima della consacrazione hollywoodiana, girò un film seminale come "Breve incontro" (1945), premiato a Cannes e tratto dall'atto unico di Noel Coward "Still Life", che raccontava la storia di un amore impossibile tra Laura (Celia Johnson), una casalinga della media borghesia sposata con figli, e Alec (Trevor Howard), un medico generico incontrato casualmente. 

La Swinging London degli anni Sessanta cambiò definitivamente la moda e la musica, le arti e i costumi del paese, rovesciando convenzioni culturali e morali ritenute inamovibili: John Schlesinger era reduce  dal trionfo a Cannes e a Los Angeles di "Un uomo da marciapiede", quando ambientò a Londra nel 1971 il controverso "Domenica maledetta domenica": la settimana di un giovane scultore, Bob, che intrattiene una doppia relazione con Alex (Glenda Jackson), una donna divorziata, e Daniel (Peter Finch), un medico ebreo di mezza età represso. Ma il Free Cinema inglese era già diventato un fenomeno di massa con le opere di Tony Richardson, che tra il 1962 e 1963 diresse il manifesto di una generazione "Gioventù amore e rabbia", con l'iconico ribelle Colin interpretato da Tom Courtenay, e la commedia viziosa e beffarda "Tom Jones", scritta a quattro mani con John Osborne adattando il romanzo di Henry Fielding ambientato nel XVIII secolo.

Senza dimenticare altri nomi fondamentali del periodo, come il regista, coreografo e documentarista Ken Russell, arrivato alla ribalta con l'ambiguo "Donne in amore" (1969), tratto dal testo di David H. Lawrence: il quadrilatero amoroso tra una timida maestra, la sorella anticonformista, un ispettore scolastico e un industriale. E Karel Reisz, autore di uno dei film più importanti del periodo, "Morgan, un matto da legare" (1966), le peripezie sentimentali di un artista fallito figlio della classe operaia, che cerca di sabotare la relazione tra sua moglie Leonie e l'amante Charles, appartenenti alla buona borghesia.

Si arriva così agli anni Ottanta, quando la reazione alle politiche liberiste e anti-sindacali di Margaret Thatcher soffiò le vele di una nuova generazione di registi: uno dei più brillanti fu Stephen Frears, che nel periodo di decadenza più acuta del cinema inglese lanciò nel 1985 su Channel 4 l'ironico e sessualmente sfacciato "My beautiful Laundrette", con un giovanissimo Daniel Day Lewis: ambientata nella periferia londinese, è la bizzarra storia d'amore tra Omar, un ragazzo di origini pakistane, e il picchiatore di estrema destra Johnny, decisi ad aprire insieme una lavanderia a gettoni. 

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