
I produttori hanno uno sguardo al cielo e uno al termometro: il caldo preoccupa "Vigneti stressati dalle alte temperature. Ma confidiamo in vini all’altezza".
Empolese Valdelsa, 21 agosto 2024 – Uno sguardo al cielo e uno al termometro, sperando che il primo butti di sotto un po’ di pioggia (ma non violenta, e non grandine) e che il secondo abbassi un attimo la cresta: con questi "se", la vendemmia 2024 si prospetta buona. Gli agricoltori stanno facendo i necessari test per comprendere esattamente quando e come cominciare tenendo conto di diverse variabili. Una di queste è il grado zuccherino delle uve, che sarà poi la base del corpo (gradi alcolici) del vino che sarà. Per le uve bianche di fatto si è già nei campi. L’anticipo c’è, però in linea con alcune annate degli ultimi anni. Comunque settembre sarà sempre il mese-chiave.
"Un po’ di preoccupazione per il gran caldo c’è stata – afferma Ritano Baragli, produttore egli stesso e presidente della Cantina Sociale Chianti Colli Fiorentini di Val Virginio, una delle realtà più importanti su scala italiana – però arriviamo da mesi piovosi fino a giugno, quindi di acqua ce n’era. Le uve a oggi sono sane anche se non nascondono lo stress da elevate temperature. Piuttosto – osserva – bisogna fare attenzione ai prezzi. Le vendite di Chianti sono stagnanti. E comunque è ancora presto per avere un quadro nitido della situazione". Montespertoli è una delle eccellenze italiane del vino, con le punte di diamante della Docg Chianti.
Tenuta di Moriano si trova nei celebri colli: "L’uva è bella, confidiamo in una buona vendemmia, e quindi in vini all’altezza", spiega dalla tenuta Riccardo Anconesi. Che non perde un attimo d’occhio i campi coltivati a viti in uno dei paesaggi che il pianeta ha eletto a cartolina. Altre aziende sono sulla stessa linea, pur con la cautela dettata dal fatto che si è a metà agosto: con il clima ‘pazzo’, bisogna vedere il comportamento della terza decade del mese. C’è da dire che, guardando anche agli anni scorsi, la vendemmia si estende nel tempo: le variabili sono il clima stesso, l’altitudine, l’esposizione dei vigneti, il loro essere deputati ai vini bianchi oppure rossi.
Anticipo oppure no, si andrà avanti sino ad ottobre. Si parlava appunto dei test in corso in questi giorni: essendo a conoscenza che nella fermentazione il 60% dello zucchero si trasforma in alcol, di norma si preleva un campione di mosto delle uve e si testa il grado zuccherino, poi si moltiplica quest’ultimo per 0,6 e si ottiene con buona approssimazione la proiezione del grado alcolico del vino che verrà.