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30 giu 2022

Stop al bullismo L’ambulatorio si trova in strada

Arriva in zona il primo sportello itinerante in Italia. Iniziativa del Centro Aiuto Donna Lilith di Empoli

30 giu 2022
carlo baroni
Cronaca

di Carlo Baroni

Uno sportello itinerante. Un ambulatorio mobile, attrezzato anche disabili. Si muoverà sul territorio – la prima uscita è prevista per luglio – per "andare" dai ragazzi e dai loro genitori. Sarà un presidio d’ascolto e azione contro il bullismo e il cyberbullismo. Il punto mobile – è stato spiegato ieri, prima del taglio del nastro – avrà come obiettivo quello di mettere in campo un’azione assimilabile a quella degli operatori di strada per svolgere un’attività di prevenzione e di avvicinamento verso quei soggetti che difficilmente si rivolgerebbero ad uno sportello scolastico o alle associazioni. Anche se sono vittime. E soffrono.

Il mezzo – il primo operativo, di questa tipologia in Italia – è frutto dell’impegno del Centro Aiuto Donna Lilith della Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli – nell’ambito del progetto "[email protected] connessi" realizzato con il contributo del dipartimento per le politiche della famiglia. Il taglio del nastro è stato fatto dal ministro le pari opportunità Elena Bonetti. Obiettivo dell’operazione? Offrire una prima analisi della domanda e proporre importanti indicazioni. I punti di ascolto saranno ben visibili per la popolazioni (posizionati in luoghi strategici come supermercati, piazze, impianti sportivi, eventi) e permetteranno di divulgare informazioni sui principali servizi di supporto alle vittime. Il bullismo è un fenomeno in crescita. Tutte le statistiche e gli studi lo confermano. Il cyberbullismo ancora di più perché trova la sua genesi nell’esponenziale crescita dell’utilizzo degli strumenti informatici. Tant’è che si è abbassata anche la fascia di età che utilizza smartphone e naviga quotidianamente su internet: fra gli adolescenti di 15-17 anni, la percentuale di chi usa tutti i giorni internet è salita al 74%. E la rete, strategica oggi per la vita di tutti, è anche trappola.

E’ in questo "pianeta" che i bulli diventano cyberbulli utilizzando le nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone. Condotte che diventano reati. Anche gravi. O gravissimi. "Il cyberbullismo – mette in guardia la dottoressa Lorella Giglioli, psicologa del Centro Donna Lilith - presenta caratteristiche proprie che lo rendono più pervasivo ed irrefrenabile. Se, infatti, il bullismo tradizionalmente era inteso come una forma di prevaricazione, singola o di gruppo, che implicava il rapporto diretto tra bullo e vittima, nel cyberbullismo i confini sono molto più estesi perché viaggiano attraverso internet". Ma quali reati? "Si va dalla più comune diffamazione, agli atti persecutori – precisa l’avvocato Beatrice Panchetti che collabora con il Centro Donna Lilith – . L’avvocato Panchetti ha poi approfondito giuridicamente anche altri pericoli della rete relativamente alla pornografia e alla pedopornografia. Tutto in rete può succedere.

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