"Solo 10 minuti per salvarsi da un arresto cardiaco"

Lubrani, direttore del 118: "Chiamateci subito"

L'automedica del 118
L'automedica del 118

Empoli, 26 gennaio 2018 - «Se si dovesse verificare un caso di arresto cardiaco, per ogni minuto che trascorre si perde il dieci per cento di chance di sopravvivenza del paziente». Un verdetto di quelli tosti dove il tempo è sinonimo di vita, dove il soccorso e, prima ancora, l’autosoccorso diventano gli unici strumenti efficaci per opporsi all’implacabile conto alla rovescia. Lo sa bene Alessio Lubrani, direttore del 118 Empoli.

Dottor Lubrani, l’arresto cardiaco è la ‘bestia nera’?

«E’ la principale causa di morte nell’adulto. Si parla di uno ogni mille abitanti l’anno secondo la letteratura scientifica. E, nell’adulto, la morte cardiaca improvvisa è la principale causa dell’arresto cardiaco».

Può colpire tutti?

«Sì. Anche se ci sono fattori clinici che possono rendere il soggetto più a rischio, nessuno ne è immune».

Neppure i bambini?

«Nella popolazione sotto gli otto anni di età, la principale causa di morte è l’arresto respiratorio, non cardiaco».

In caso di arresto cardiaco improvviso, quali sono i sintomi premonitori?

«Non sempre si presentano, ma il campanello di allarme più probabile è il dolore toracico. Come un masso che preme sul torace. Bisogna sempre chiamare il 118».

Cosa accade in caso di arresto cardiaco?

«Quando si determina l’arresto, cervello e cuore non ricevono né sangue né ossigeno. E’ necessario intervenire in dieci minuti. Risultano determinanti massaggio cardiaco e defibrillazione precoce».

Precoce? «Si tratta di manovre che può fare chiunque abbia seguito un corso di formazione. Perché per intercettare l’arresto cardiaco, la giusta strategia è potenziare l’autosoccorso, facendo formazione».

Sono in corso attività di questo genere?

«L’attività di formazione in tema di primo soccorso e utilizzo del defibrillatore non si interrompono mai. E’ possibile rivolgersi alle associazioni di volontariato del territorio, con il 118 impegnate in questo tipo di percorsi. Nell’area del 118 Empoli abbiamo un rapporto di una persona formata ogni cento abitanti».

Cosa significa ‘formata’? «Significa che sa usare ed è abilitata a usare il defibrillatore. Sul territorio ve ne sono oltre 60 di proprietà del 118 a cui si aggiungono quelli delle altre realtà, a partire dalle associazioni sportive. Tutti censiti, hanno un ruolo chiave nell’autosoccorso, al fianco del 118 e del volontariato».

Ma quando ci troviamo di fronte una persona che accusa dolore al petto o perdita di coscienza, cosa dobbiamo fare?

«Chiamare il 118 e rispondere alle domande dell’infermiere del 118. In caso di paziente che non respira e privo di coscienza, guida chi si trova dall’altra parte del telefono. Fornisce le istruzioni di prearrivo».

Ovvero, il segnalante può essere il primo soccorritore della persona in arresto

«Esatto. E’ chiaro che serve disponibilità da parte del segnalante, non sempre è possibile ottenerla. Senza dubbio, un’attivazione di questo genere concede maggiori aspettative di vita».

Quali competenze sono necessarie?

«E’ necessario lasciarsi guidare per aiutare l’operatore a valutare le condizioni del paziente e per eseguire il massaggio cardiaco».

E parlando di prevenzione, cosa si può fare?

«Sono due gli aspetti di cui tener conto: buona qualità di vita e iscrizione ai corsi di primo soccorso, molti gratuiti».