Inutili i tentativi di strappare il 49enne gambassino alla morte (Foto d’archivio)
Inutili i tentativi di strappare il 49enne gambassino alla morte (Foto d’archivio)

Gambassi Terme, 12 luglio 2020 - Simone Fulignati, 49 anni, imprenditore di Gambassi Termem, era appassionato di immersioni a elevate profondità. Ieri con un gruppo di otto persone più gli accompagnatori del Diving Centro Sub di Cecina ha raggiunto San Vincenzo, nel Livornese, per esplorare con loro a una profondità di 60 metri i relitti della Seconda guerra mondiale che giacciono sul fondale a 5 miglia dalla costa.
 

Ma qualcosa è andato storto e lui è morto. Fulignati ha iniziato a sentirsi male, a perdere lucidità mano a mano al punto che chi era in immersione con lui se n’è accorto e lo ha accompagnato nella risalita fino al gommone di appoggio dove erano rimasti in attesa la titolare del Diving e il padre di lei. Una volta riemerso Simone non riusciva più a parlare, a reagire. È stato issato sul gommone dove ha perso conoscenza probabilmente per un arresto cardiaco. Così il padre della titolare del Diving ha iniziato subito le manovre di rianimazione tra cui il massaggio cardiaco. Un’ora di disperati tentativi in mezzo al mare per strappare il sub alla morte. 

Tutto questo in collegamento diretto con la centrale operativa del 118, che ha supervisionato le manovre di rianimazione fino a quando il gommone del Diving di Cecina è rientrato a San Vincenzo. Qui lo attendeva l’ambulanza della Croce Rossa con il medico che, a quel punto, ha constatato il decesso del 49enne. Mentre il gommone era ancora in mare aperto sono arrivati in appoggio dalla guardia costiera una motovedetta partita da Portoferraio e un gommone dalla delegazione di spiaggia di San Vincenzo.
A San Vincenzo sono arrivati la moglie e il figlio di Simone Fulignati, sotto choc per la tragica notizia della sua morte. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo e ha disposto il sequestro delle attrezzature usate per l’immersione.
 

Monica Dolciotti
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