La foto di Erika Lucchesi che la ragazza usava come profilo su Facebook
La foto di Erika Lucchesi che la ragazza usava come profilo su Facebook

Sovigliana (Empoli), 21 ottobre 2019 - Buio. A essere illuminata su quel marciapiede poche ore prima invaso da centinaia di ragazzi, soltanto l’insegna del Jaiss, storico marchio della movida anni Novanta che sabato sera sarebbe dovuto tornare protagonista del divertimento. Invece, la tragedia. Una 19enne morta, i sigilli al locale, una famiglia nello strazio. Precipitata in un vortice di dolore impossibile da immaginare. Dire addio a una figlia, una cugina, una nipote. Dire addio a una ragazza di appena 19 anni, uscita di casa con il sorriso smagliante di chi va a fare baldoria e ritrovata senza vita. Senza la possibilità di un altro abbraccio, di una carezza. Niente. Tutto congelato dalla morte arrivata improvvisa, inattesa. Il peggiore degli imprevisti, l’ultima delle notizie che chi ama vorrebbe dover ascoltare.

Non sono ancora le 6 del mattino. Viale Togliatti è deserto. Poche le auto che passano. C’è silenzio. A spezzarlo soltanto singhiozzi inconsolabili. Quelli della madre di Erika. Capelli biondi, una tuta nera infilata di fretta per correre dalla sua bambina. Si appoggia vicino alla porta d’ingresso del locale dove si trova il corpo della figlia. Esce sorretta dai parenti. «Perché? La mia bambina. Perché?». Piange. Non si regge in piedi. Si siede. I parenti le si stringono attorno, come a offrirle il più forte degli abbracci. L’aria è fredda, assaggio di un novembre ormai imminente. Eppure la mamma non pare avvertirlo. Resta lì immobile a piangere la figlia, la sua Erika, con i suoi pregi e i suoi difetti. La piange alla ricerca di un perché. Il padre della giovane scuote la testa, incredulo, come del resto i parenti in attesa di capire che cosa è successo e che cosa succederà. La mamma viene convinta a salire in macchina: ubbidisce, costretta ad arrendersi a ciò che è stato, per poi minuti dopo scendere ancora. Entra nel locale sottobraccio ai parenti, accusa un malore. In viale Togliatti accorrono un’ambulanza e un’automedica: i soccorritori si prendono cura di lei e del marito.

Un dramma che se possibile si acuisce all’arrivo degli addetti delle pompe funebri della Misericordia di Empoli. A loro il compito di rimuovere la salma, sotto gli occhi della famiglia. Ci sono solo le lacrime. La mamma vuole salutare Erika. Le offrono una sedia, chi le è a fianco la sistema sul marciapiede. Si mette accanto al furgone che porterà sua figlia all’istituto di medicina legale di Firenze. Con gli occhi socchiusi, il volto stravolto, aspetta che vengano completati i rilievi, che la 19enne sia sistemata nel ‘guscio’. Quando se la vede sfilare davanti, si alza e la sfiora con tutto l’amore che può, prima di salire in auto e di mettersi al seguito del mezzo, per non lasciare da sola la sua Erika.