Da sinistra:Agnese Pini, Maurizio Landini e Andrea Orlando (Germogli)
Da sinistra:Agnese Pini, Maurizio Landini e Andrea Orlando (Germogli)

Empoli, 18 settembre 2021 – Si fa acceso il dibattito dopo il via libera all'obbligo del green pass per tutti i lavoratori a partire dal 15 ottobre. All'incontro che celebra i 120 anni della Camera del Lavoro di Empoli, posizioni opposte quelle del ministro del Lavoro Andrea Orlando e del leader della Cgil, Maurizio Landini, intervistati dalla direttrice de La Nazione Agnese Pini.

Per il segretario generale della Cgil Landini sarebbe "intelligente e utile” prevedere una fase transitoria dal 15 ottobre in cui i lavoratori non debbano pagarsi il tampone. “Trovo che sia un messaggio sbagliato – ha detto Landini – che per lavorare si debba pagare, mentre un lavoratore deve essere pagato per lavorare". “Uno che prende 1.200 euro al mese, il 10% stipendio – prosegue il leader della Cgil – lo paga in tamponi ed è ben diverso da chi prende salari maggiori. Si può intervenire rifinanziando il credito di imposta, con accordi con le imprese, con i fondi sanitari integrativi, per una fase transitoria in cui convincerei il maggior numero possibile di persone a vaccinarsi”.

Di avviso contrario il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, secondo cui il tampone gratis “sarebbe un messaggio politico sbagliato". "E' ragionevole arrivare ad un accesso più fruibile, ma non arrivare sotto la soglia per cui vaccinarsi o non vaccinarsi sono la stessa cosa". Landini e Orlando sono divisi anche sull'obbligo vaccinale. “Avremmo preferito discutere con il Governo e arrivare per legge a un obbligo vaccinale per tutti, come previsto dall'articolo 32 della Costituzione, perché pensiamo – ha affermato il leader Cgil - che per sconfiggere il virus serva affrontarlo così". "Ci sono molte persone non vaccinate tra anziani, disoccupati e inattivi, parliamo di alcuni milioni. Non è una questione di difesa dell'individualità ma - evidenzia Landini - di un bene collettivo. Questo poteva essere il momento in cui il governo e il Parlamento si assumevano la responsabilità dell'obbligo vaccinale per tutti”.

"Oggi è preferibile il green pass all'obbligo vaccinale in azienda perché quest'ultimo – ha sottolineato invece il ministro del Lavoro – comporterebbe conseguenze sanzionatorie che porterebbero alla messa al bando di chi non si vaccina. L'obbligo rischierebbe di dividere la società in due dove si creerebbe una specie di minoranza in cui rischia di avere spazio e consenso la posizione complottista. Questo, se lo possiamo evitare, è meglio».

La vertenza Gkn
"Sulla Gkn siamo in attesa del pronunciamento del tribunale dopo che la Fiom di Firenze ha depositato un articolo 28 per come l'azienda si sia mossa al di fuori delle legge. Se il giudice trovasse fondamento su questo si riaprirebbe una pratica che renderebbe nulla la procedura che è stata aperta e riaprirebbe una partita rendendo nulla la procedura aperta". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. "Mi auguro - che negli incontri dei prossimi giorni si arrivi ai ritiri dei licenziamenti anche per dare un futuro industriale a quell'attività. Diventa importante arrivare a una legislazione che sia in grado di poter non solo essere informati prima sulle delocalizzazioni, ma favorire anche soluzioni per la continuità”.

“Se prenderemo soldi europei e non creeremo una filiera – ha aggiunto - disperderemo un'attività. Per esempio, per fare 6.000 autobus elettrici per i prossimi anni li faremo produrre in Italia o in Cina? Questo è un problema di politiche che fanno gli imprenditori nel nostro Paese che non interessa solo la Gkn ma riguarda come ripensare lo sviluppo produttivo e sociale nel nostro Paese”.

L'accordo con Amazon
“Il recente accordo siglato con Amazon con il ruolo del ministero del Lavoro è un fatto importante, poiché per quel gruppo è il primo caso al mondo in cui vengono riconosciute le organizzazioni sindacali. Il fatto che nel nostro Paese i sindacati parlino a un colosso come questo non deve rimanere un episodio, ma diventare una norma che apra una nuova strada”, ha detto a Empoli il segretario della Cgil Landini a proposito del del protocollo firmato al ministero del Lavoro lo scorso 15 settembre con Amazon Italia Logistica.

“Quando parlo del bisogno di una legge per la rappresentanza - ha spiegato Landini - significa anche essere pronti a farci misurare, perché ogni sindacato conterebbe per ogni iscritto che ha e si è conquistato. Questo è molto importante perché al fondo del diritto fondamentale c'è il fatto per cui la singola persona debba essere libera nel posto di lavoro di organizzarsi collettivamente e decidere di partecipare al sindacato. Questo deve rappresentare un elemento di crescita per il nostro Paese”.

Secondo il ministro del Lavoro Orlando, sempre a proposito dell'accordo siglato il 15 settembre, "Amazon ha praticato e teorizzato il superamento delle relazioni con il sindacato in quanto ritiene che se ne realizzino di più efficienti attraverso quelle individuali. Si trattava di capire se Amazon veniva qua a esportare un modello o assumeva il nostro italiano, che è anche quello europeo, come punto di riferimento. La partita al momento, senza volermi fare eccessive illusioni, è andata nella direzione di una europeizzazione delle sue condotte il che non cancella tutto il resto".

"Con il segretario della Lega, Matteo Salvini, che io conosco poco, penso che abbiamo forse solo due cose in comune: le 'ini' finali del cognome e poi una passione. Se c'è un'unica cosa co cui io sono cresciuto è Gianni Rivera al Milan: queste sono le uniche due cose comuni", ha affermato il segretario generale della Cgil. Per il resto "non solo lui non è per l'obbligo vaccinale, mi pare non ci pensi proprio, ma poi quando dico che bisogna evitare di dividere le persone - ha aggiunto - intendo anche che questi non possono essere temi per prendere qualche voto in più e fare campagna elettorale".