Malika Chalhy, al centro di una bufera
Malika Chalhy, al centro di una bufera
Empoli, 1 luglio 2021 - Era una bella storia di solidarietà, ora rischia di trasformarsi in un caso. È la vicenda di Malika Chalhy, la ragazza di Castelfiorentino cacciata di casa dopo aver confessato di amare un’altra ragazza. La sua storia ha commosso il web e smosso il mondo della politica, tanto che la raccolta fondi lanciata dalla cugina di Malika aveva raccolto 140mila euro, con decine di migliaia di donatori. A innescare il polverone una...

Empoli, 1 luglio 2021 - Era una bella storia di solidarietà, ora rischia di trasformarsi in un caso. È la vicenda di Malika Chalhy, la ragazza di Castelfiorentino cacciata di casa dopo aver confessato di amare un’altra ragazza. La sua storia ha commosso il web e smosso il mondo della politica, tanto che la raccolta fondi lanciata dalla cugina di Malika aveva raccolto 140mila euro, con decine di migliaia di donatori. A innescare il polverone una foto postata sui social dove Malika è alla guida di una Mercedes.

A chi le chiedeva privatamente a chi appartenesse quella macchina Malika ha risposto che era dei genitori della sua ragazza. Ma poi, pubblicamente, ha dato un’altra versione: "Sì ho detto una bugia. Mi scuso. Mi è stato chiesto che ero sotto pressione", ha detto Malika al sito ’Tpi’ aggiungendo poi che ha speso 17mila euro e che voleva togliersi uno sfizio.

C’è poi la questione della seconda raccolta fondi aperta per aiutare Malika. "Io non l’ho mai condivisa – spiega la ragazza –, e avevo detto di bloccarla". Ma la ’colletta’ è andata avanti e ha raccolto 11.500 euro. "Ho deciso che questi soldi li donerò in beneficenza, non so ancora a chi, forse a un reparto di oncologia pediatrica", dice la giovane di Castelfiorentino sempre a ’Tpi’. "Se ho mentito sulla macchina è perché mi hanno chiusa, messo in uno sgabuzzino… - aggiunge in un altro passaggio dell’intervista - Se non ho detto i nomi degli enti a cui volevo donare è perché quando mi è stato chiesto sono andata in confusione, delle persone volevano costringermi a donare al gruppo San Donato e io non ero d’accordo".

Quando ieri abbiamo provato a contattare Malika il suo cellulare era staccato. L’ultima volta che ci aveva risposto, qualche settimana fa, ci aveva chiesto di parlare prima con il suo addetto stampa, Nicole Persico, che però, ieri sera, ha tagliato corto così: "Lavoro per un’agenzia che si chiama ’Match Picture Italia’ ma da ieri (martedì, ndr) non la seguiamo più noi. Volevamo aiutare una ragazza in difficoltà, a titolo gratuito. Ma ora abbiamo deciso di interrompere la cosa per incomprensioni". Di che tipo? "Sono state dette cose non vere, dunque decade il rapporto di fiducia. Se ci siamo occupati di gestire i soldi della sua raccolta fondi? No, mai".