La lotta ai tumori. A Empoli nuovo percorso e un’equipe di medici per prevenire i rischi

Il servizio è dedicato ai pazienti affetti da sintomi eredo-familiari. Disponibili test genetici per intercettare e sorvegliare la malattia. La direttrice di oncologia: "Uno strumento importante per la profilassi"

L'ospedale San Giuseppe di Empoli
L'ospedale San Giuseppe di Empoli

Empoli, 30 dicembre 2023 – All’ospedale di Empoli crescono gli strumenti per combattere i tumori. Al San Giuseppe è attivo da qualche settimana un percorso completo dedicato ai pazienti oncologici affetti da sindromi eredofamiliari che comportano una probabilità aumentata di sviluppare alcune forme tumorali, anche in giovane età. L’obiettivo primario è intercettare pazienti oncologici in cui vi sia l’indicazione a un approfondimento genetico sia a finalità terapeutica, come a volte avviene sin dalla diagnosi di tumore della mammella o dell’ovaio, o in fasi avanzate di neoplasie come quella prostatica o uterina, e sia anche per consentire una profilassi, come più spesso si osserva in alcuni soggetti affetti da neoplasie colonrettali o uterine.

La possibilità che qualunque specialista ospedaliero possa intercettare il paziente a rischio e inserirlo subito in un percorso, consente di ottimizzare le risorse e minimizzare i tempi d’attesa. Una volta eseguito il test genetico, l’esito sarà discusso dal medico genetista del dipartimento oncologico all’interno del gruppo oncologico multidisciplinare di genetica. Tale gruppo è multispecialistico e multiprofessionale e, per definire il trattamento più adatto per ogni paziente, coinvolge al San Giuseppe oncologi, genetisti, chirurghi e radiologi senologi, ginecologi, gastroenterologi, chirurghi e radiologi generali, patologi, amministrativi dell’Aiutopoint e infermieri del Centro Donna. Nei casi dubbi, al paziente sarà consegnato un questionario anamnestico per raccogliere e analizzare la storia oncologica delle famiglie materna e paterna. Specie nel caso di familiari sani portatori di alterazioni genetiche eredofamiliari, all’utente saranno illustrate sia dal genetista sia dagli specialisti d’organo, le opzioni disponibili per una sorveglianza o per una profilassi chirurgica o medica.

Nel caso di valutazione per intervento chirurgico preventivo, lo stesso sarà discusso per tempo con il paziente da chirurghi generali o senologi o da ginecologi e il paziente potrà ricevere anche una valutazione oncologica complessiva prima della decisione finale. "Questo percorso è stato sviluppato non solo nell’ottica di una medicina proattiva ma anche per accogliere e supportare nella profilassi o nella prevenzione eventuali familiari sani", spiega la dottoressa Martella, direttore Oncologia e del Centro Donna.