La seconda vita dell’ex San Giuseppe: da ospedale a nuovo polo servizi. Ruspe in azione a Empoli

La struttura ospiterà la scuola di musica, uno spazio gioco per i bambini, il museo paleontologico. Si dovrà aspettare almeno un paio di anni per usufruire del complesso a vocazione pubblica

Il sopralluogo del sindaco e dei tecnici del Comune all’interno del cantiere

Il sopralluogo del sindaco e dei tecnici del Comune all’interno del cantiere

Empoli, 23 febbraio 2024 – Rigenerazione urbana, un altro passo avanti. Le ruspe sono entrate in azione con la missione di trasformare l’ospedale vecchio in un nuovo spazio dedicato ai servizi: una grande scuola di musica, uno spazio gioco per i bambini, il museo paleontologico e servizi dedicati alla mobilità urbana in quello che avrà tutto l’aspetto di un vero e proprio "urban center". È entrato nel vivo in questi giorni il cantiere di recupero dell’ex San Giuseppe, lato via Roma, e chi frequenta questa zona della città l’avrà notato. Un’opera da 6,5 milioni di investimento - di cui 5 vengono dal Pnrr - per restituire ai cittadini circa 3500 metri quadri di spazi pubblici. "È l’ultima e decisiva spinta al rilancio e alla riqualificazione con funzioni pubbliche del centro della città - ha commentato la sindaca Brenda Barnini, durante il sopralluogo - Questo intervento completa e integra quello in fase di conclusione della parte del vecchio ospedale che guarda via Ridolfi e diventa un tutt’uno con Palazzo Leggenda come Polo dei servizi, della cultura e dell’educazione".

Una sfida per cambiare volto a diversi edifici cittadini, vinta grazie alle opportunità di finanziamento europeo. "La prima cosa che verrà realizzata - spiega Barnini facendo il punto sui lavori - sarà la scala di accesso che collega via Roma con l’edificio. Il progetto fa parte di una visione futura della città che rientra nel progetto di rigenerazione urbana Hope iniziato nel 2015. Si va avanti con i lavori per la seconda parte, che si affaccia su via Roma. Lavori che proseguono con passo spedito e che si concluderanno entro il 2026". Si dovrà aspettare almeno un paio d’anni, dunque, per usufruire del complesso a vocazione pubblica aperto ai cittadini, una struttura storica che sarà riqualificata e restituita alla città. Da luogo chiuso e abbandonato a centro di incontro e di servizi. Con sorpresa annessa.

«Nel momento in cui è stato demolito il terrapieno - svela Barnini - abbiamo ritrovato dei contrafforti della cerchia muraria più esterna della città". Nei mesi scorsi l’area era entrata nel mirino del sarcasmo di Facebook, con gli utenti che avevano paragonato Empoli a Milano per via del "bosco verticale" cresciuto rigoglioso dietro alle transenne. Le erbacce avevano alimentato il degrado: dietro al pannello, venivano gettati rifiuti di ogni genere. Si spera, ora, spazzati via da cemento, mattoni e nuove idee.

Ylenia Cecchetti