Il luogo dell'incidente (Fotocronache Germogli)
Il luogo dell'incidente (Fotocronache Germogli)

Empoli, 26 settembre 2019 - La maledizione della 429. La strada che attraversa la Valdelsa, dall’uscita della Fi Pi Li fino al raccordo con l’Autopalio, è costellata di croci simboliche. Tante, troppe, sono le vittime che hanno pagato con la propria vita: automobilisti andati a sbattere sui pini ai bordi della carreggiata, scontri frontali, pedoni investiti anche sulle strisce. Le piante, in molti tratti, sono state tagliate (con strascico di polemiche da parte degli ambientalisti), gli attraversamenti pedonali sono stati messi in sicurezza con cartelli luminosi e riverniciature; vicino ai centri abitati sono stati realizzati anche nuovi marciapiedi e nei tratti più pericolosi installati degli autovelox.

Con l'apertura dei primi due lotti della nuova strada si era addirittura creduto di aver risolto il problema della pericolosità di questa strada: con il traffico pesante dirottato sul nuovo tracciato si sarebbe eliminato gran parte del rischio. Ma non si era fatto i conti con il fenomeno migranti e la loro accoglienza. A gruppi queste persone vengono ospitate in strutture spesso lontane dai centri urbani, che per raggiungerli si affidano alle proprie gambe: camminando o pedalando. Non sempre si spostano nel rispetto del ‘nostro’ codice stradale: primo perché non lo conoscono, secondo perché non hanno a disposizione mezzi idonei. A piedi o in sella quasi mai indossano giubbotti ad alta visibilità. Le bici sono spesso prive di fanali. Lungo la strada diventano invisibili specialmente al mattino presto, in giornate nebbiose o dopo il tramonto.

Il problema è stato sollevato più volte dagli automobilisti. L’ultimo accorato appello lo abbiamo pubblicato sulle colonne del nostro giornale proprio due giorni fa, martedì 24 settembre. «Faccio il commerciante ambulante e tutte le mattine parto alle 5.30 per andare a fare i mercati – raccontava un noto imprenditore di Cambiano – Domenica è stato un miracolo che non ne abbia investiti tre vicino a Molin Nuovo. Sono riuscito a sterzare in tempo. Al mio fianco c’era mia moglie che è sbiancata dalla paura. Rivolgo un appello alle istituzioni: fate qualcosa prima che accada il peggio». E il peggio è accaduto.
 

Irene Puccioni