La mia era una famiglia di contadini, secchi come usci e agili come gatti: a novembre si montava sugli alberi per raccogliere olive da cui estrarre un olio straordinario ricco in vitamine e polifenoli. Negli anni 60 fu comprato un televisore e lì, fissa, c’era la pubblicità dell’omino che saltava la staccionata grazie all’olio di semi e quindi in casa mia mai più olio di oliva e sempre olio di semi (ma la staccionata noi non riuscimmo mai a saltarla). Ma non finisce qui: dal vicino pastore si compravano ricotta e burro e anche qui, mia madre, attenta telespettatrice iniziò a comprare le margarine. Nessuno ci spiegava che per ottenere olio dai semi della soia questa leguminosa veniva trattata con idrocarburi (l’Esano); nessuno ci diceva che i grassi delle margarine idrogenate, se se ne abusava, finivano dritti dritti nelle coronarie. Per decenni ci hanno invece spiegato che le margarine, avendo un’origine vegetale erano per noi l’ideale! Il burro invece è stato visto come un alimento pestifero, lesivo per fegato e coronarie. Due anni fa un lavoro straordinario della Friedman School of Nutrition Science della Tufts University ha scritto che non soltanto il burro non fa male al cuore ma addirittura protegge dal diabete. E quindi in queste feste natalizie abbondiamo un pochino in dolci fatti con buon burro; il panettone in primis che rispetto agli altri dolci ha meno calorie .