I tesori di Santa Maria del Carmine

Il ciclo di conferenze su "Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento" prosegue con Andrea De Marchi che parlerà della Cappella Brancacci e dei preziosi affreschi di Masolino e Masaccio. Confronto tra le opere e le differenze stilistiche.

I tesori di Santa Maria del Carmine

I tesori di Santa Maria del Carmine

Prosegue il ciclo di conferenze di approfondimento su alcuni aspetti della mostra "Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento", in corso fino al 7 luglio al Museo della Collegiata di Sant’Andrea e alla Chiesa di Santo Stefano a Empoli. Domani alle 18 nel Cenacolo degli Agostiniani (ingresso gratuito su prenotazione da effettuare scrivendo a [email protected] o telefonando allo 0571 757563) Andrea De Marchi interverrà su "Masolino nella Cappella Brancacci". Al centro dell’incontro, l’autentico capolavoro del Rinascimento fiorentino custodito all’interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine, che contiene i preziosi affreschi di Masolino, Masaccio da Panicale e Filippino Lippi commissionati nel 1423. Affreschi tramite i quali si possono chiaramente individuare le differenze tra l’opera di Masolino e quella di Masaccio, confrontando, per esempio, la serenità e la compostezza di Masolino nella Tentazione di Adamo ed Eva con la straziante agonia di Masaccio nella sua Cacciata dal Paradiso Terrestre. I due artisti vi lavorarono contemporaneamente, operando però separatamente alle diverse scene che sono tra loro contigue. Fu soltanto dopo circa cinquant’anni che Filippino Lippi completò le parti mancanti.