REDAZIONE EMPOLI

Gli argini sotto la lente. Scoppia il caso politico. Paura per la nuova allerta

Giannì ha stilato un primo bilancio dopo l’esondazione dell’Elsa "Raccogliamo tutti i documenti per rintracciare le responsabilità" .

I salvataggi in gommone nella fase più acuta dell’emergenza (Gasperini/Germogli)

I salvataggi in gommone nella fase più acuta dell’emergenza (Gasperini/Germogli)

Cittadini, imprese e istituzioni sono nuovamente chiamati a prestare massima attenzione: la sala di Protezione Civile della Città metropolitana di Firenze ha, infatti, segnalato anche per tutta la giornata odierna l’allerta meteo con codice arancione diramata dalla Regione, per il territorio della Valdelsa. Intanto però, con i residenti di via Pettinamiglio e delle zone di Malacoda e Petrazzi ancora intenti a fare la conta dei danni, l’amministrazione comunale di Castelfiorentino ha fatto sapere che lo scenario inizialmente ipotizzato dai tecnici del Centro operativo comunale che attribuiva l’allagamento del territorio alla "mancanza di alcune arginature lungo il fiume Elsa e il torrente Corniola, di competenza e gestione della Regione Toscana e in particolare del settore Genio civile" (congiuntamente all’evento temporalesco che ha colpito la zona del Senese) avrebbe – il condizionale in questa fase d’obbligo – trovato conferma dalle immagini acquisite anche tramite l’utilizzo di alcuni droni. Questo stando al comunicato diffuso ieri dalla stessa amministrazione. Nonostante le precipitazioni annunciate per oggi si profilano dunque giorni particolarmente caldi a Castello, e in questo caso non nell’accezione rappresentata dal meteo.

Il Comune ha intanto comunicato i numeri definitivi (o quasi) dell’alluvione di venerdì scorso: l’esondazione dell’Elsa ha interessato almeno 120 edifici e ci sono ancora 13 persone (delle 62 inizialmente evacuate) che non hanno ancora avuto modo di rientrare nelle rispettive abitazioni danneggiata dall’acqua. Particolarmente critica la situazione di almeno due nuclei familiari che avranno bisogno per qualche mese di un alloggio provvisorio, con l’alluvione che ha danneggiato direttamente anche trenta aziende.

E se qualche giorno fa era stato annunciato un esposto da parte di alcuni cittadini danneggiati dall’evento metereologico, anche il sindaco Francesca Giannì ieri è uscita allo scoperto: ha ricordato l’eccezionale intensità della precipitazione di venerdì, ma non solo.

"Abbiamo lavorato con Regione Toscana e Genio Civile affinché fosse garantita un’immediata messa in sicurezza degli argini mancanti sulla destra idraulica del torrente Corniola e dell’Elsa e sulla sinistra idraulica del torrente Pesciola. La priorità, in questo momento, è la messa in sicurezza delle persone – ha spiegato –. Tornare alla normalità e avviare il percorso di richiesta di risarcimento danni per le famiglie, imprese e per l’amministrazione ora è fondamentale, vista l’anomalia del fenomeno alluvionale, avevo ordinato una serie di azioni di documentazione della dinamica dell’evento e dei danni subiti, al fine di chiarirne le responsabilità. Che sono certamente dati dalla correlazione tra il temporale e l’assenza delle arginature sul reticolo".

Per un tema che continuerà a far discutere e che approderà anche in consiglio regionale. "Secondo Giannì l’esondazione dell’Elsa sarebbe stata provocata dalla mancanza di arginature: il dato diventa politico. Chi deve dimettersi? – ha concluso Elisa Tozzi, consigliere regionale di FdI –. In Toscana ci sono intere zone che vivono oggi una condizione di arretratezza dal punto di vista della prevenzione del rischio e anche dal punto di vista infrastrutturale per questo presenteremo un’interrogazione alla quale spero che la Regione sia capace di dare una celere risposta".

G.F.