Ce l’hanno messa tutta a Villa Agostina, la residenza sanitaria privata alle porte di Certaldo, per tenere lontano il virus della pandemia. Ma il ‘nemico invisibile’ è riuscito a penetrare, facendo scoppiare un focolaio con 17 ospiti, dei 27 presenti, positivi più 4 operatori infettati. Si tratta, tra l’altro, di soggetti che lo scorso 5 gennaio avevano ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer Biontech. "Sicuramente aver avuto la prima somministrazione del farmaco li ha preservati - tiene subito a precisare il direttore della struttura, Gabriele Zini – Il vaccino non c’entra niente con le positività accertate nei giorni seguenti. È bene specificare che non c’è...

Ce l’hanno messa tutta a Villa Agostina, la residenza sanitaria privata alle porte di Certaldo, per tenere lontano il virus della pandemia. Ma il ‘nemico invisibile’ è riuscito a penetrare, facendo scoppiare un focolaio con 17 ospiti, dei 27 presenti, positivi più 4 operatori infettati. Si tratta, tra l’altro, di soggetti che lo scorso 5 gennaio avevano ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer Biontech. "Sicuramente aver avuto la prima somministrazione del farmaco li ha preservati - tiene subito a precisare il direttore della struttura, Gabriele Zini – Il vaccino non c’entra niente con le positività accertate nei giorni seguenti. È bene specificare che non c’è assolutamente alcuna correlazione".

Le prime positività nella struttura gestita dalla cooperativa sociale ’Erre.Di’ sono emerse il 14 gennaio a seguito dei test rapidi che vengono eseguiti periodicamente, ogni 15 giorni, all’interno della casa di riposo. Nella ricostruzione dei fatti pare che il virus sia entrato nella maniera più subdola, attraverso un operatore completamente asintomatico e che al primo test era pure risultato negativo. Alla ripetizione dello screening l’esito era venuto ‘dubbio’. Solo al terzo tentativo, ma a due giorni di distanza, è comparsa la positività.

"Il problema è proprio questo – sottolinea Zini – questi test, anche a detta dei referenti Asl che ci stanno seguendo, hanno una attendibilità non troppo alta: possono dare falsi positivi, ma più spesso falsi negativi, e questo ci mette in crisi. Diciamo pure che ci lascia senza armi. A Villa Agostina il protocollo interno per i nostri operatori che ogni giorno entrano al lavoro è rigidissimo: misuriamo la temperatura, la saturazione, monitoriamo lo stato di salute anche chiedendo ‘come stai?’ e ovviamente facciamo i test, ma se questi poi non rilevano correttamente la presenza o meno dell’infezione ecco che tutti gli sforzi rischiano di essere vani. Vorrei che il messaggio passasse bene anche per le altre Rsa: possiamo fare di tutto, ma non possiamo avere la completa certezza che gli operatori siano davvero negativi".

La buona notizia, comunque, è che ospiti e personale positivi sono tutti asintomatici. "Gli unici stati febbrili sugli ospiti si sono manifestati nei due giorni dopo la somministrazione del vaccino, ma è uno degli effetti calcolati del farmaco. Per il resto la saturazione è perfetta e dai controlli che vengono effettuati cinque volte al giorno non sono mai emerse criticità".

Il focolaio è stato messo subito ‘sotto osservazione’ dalla Asl Toscana centro che il 25 gennaio tornerà a fare i tamponi per verificare lo stato dell’arte e decidere se eventualmente procedere con la somministrazione della seconda dose del vaccino. Per quanto riguarda la gestione degli ospiti positivi, la struttura certaldese si era già trovata a fronteggiare il Covid. Durante le prima ondata della scorsa primavera aveva infatti giocato un ruolo decisivo, accogliendo gli ospiti della Rsa ’Gino Incontri’ di Gambassi Terme dove il virus colpì tutti gli ospiti.

"Abbiamo aperto come struttura Covid per dare una mano sul territorio durante la prima ondata, nella prima parte dell’emergenza sanitaria – ricorda il direttore – Pertanto, avendo adesso casi positivi tra i nostri ospiti, non abbiamo fatto altro che riaprire il modulo dedicato. La speranza, però, è tornare presto struttura Covid free".

Irene Puccioni